Lampedusa, scene di intolleranza contro ONG e giornalisti – VIDEO

Dalle offese sessiste a Carola Rackete all’invettiva contro Alessandra Sciurba, dalle aggressioni verbali agli operatori dell’informazione alle aggressioni fisiche, Lampedusa svela un suo lato oscuro che forse non era mai stato illuminato dai riflettori dei mass media per cui l’isola era il paradiso dell’accoglienza

In foto: Alessandra Sciurba, portavoce della Ong italiana Mediterranea Saving Humans, al Molo Favarolo di Lampedusa

di Mauro Seminara

Lampedusa era stata dipinta, per anni e principalmente dai mass media, come l’isola dell’accoglienza. Due storie diverse e parallele che parlavano comunque di accoglienza; quella calorosa e familiare verso i turisti ospitati nelle varie case vacanza e quella dell’isola pelagica che offriva riparo ai migranti che attraversavano il mare con una popolazione dallo spirito tipico dei pescatori e non certo dei razzisti. Ma questo clima, se mai sia davvero esistito, sembra essersi spento per dar spazio all’imbrutimento. Oltre alla clamorosa accoglienza alla nave Ong Sea Watch 3, con gli insulti sessisti urlati alla comandante Carola Rackete, sull’isola si registravano sempre più pesanti invettive contro i giornalisti, colpevoli di recarsi sull’isola per documentare eventi legati per lo più a navi di Ong e di interesse ormai quotidianamente europeo.

Aggressioni verbali e fisiche, con spintoni o altro, si erano verificati anche quest’anno, e sempre ai danni di operatori video e fotografici. L’ultimo riscontrato da Mediterraneo Cronaca riguarda il collega Alberto Barberis, cameraman dell’agenzia video-televisiva Local Team. Barberis si è trovato ad affrontare, a Lampedusa, invettiva che pare essere sfociata in scaramuccia. Negli ultimi due o tre giorni, mentre Barberis tentava di documentare l’incidente della barca turistica Liliana o mentre arrivavano barche cariche di migranti, autonomamente sull’isola, Lampedusa attraversava episodi neri che ricorderà per un po’. Uno è stato proprio il pericolo che hanno corso i turisti in gita in barca poi soccorsi dalla Guardia Costiera. L’altro è l’incidente stradale che ha visto morire una turista appena atterrata a Lampedusa per le vacanze. Questo, tra l’altro, è il secondo episodio in due anni. Già nel 2018 un turista è stato falciato da un’auto mentre si trovava in vacanza a Lampedusa. In entrambi i casi i pirati della strada non erano migranti sbarcati sull’isola e neanche turisti alticci.

Mentre si verificano simili episodi, sull’isola c’è chi, riconoscendo Alessandra Sciurba, la portavoce della Ong italiana Mediterranea Saving Humans, al Molo Favarolo in attesa dell’arrivo degli utltimi 31 naufraghi evacuati dalla Mare Jonio, un lampedusano ha fatto ritorno con l’auto iniziando una aggressione verbale degna di un leone da tastiera immerso nella realtà virtuale. Inizialmente, con tono molto aggressivo, l’uomo ha chiesto a Sciurba quanto guadagnasse per fare il suo lavoro, ma mentre la portavoce, con mirabile pazienza, forniva dettagliata risposta, l’uomo incalzava con altre domande ed un tono sempre più nervoso. Accorgendosi che aveva attirato l’attenzione dei giornalisti presenti che si erano avvicinati per documentare la scena con videocamere e smartphone, l’uomo ha iniziato a minacciare di querela gli operatori dell’informazione asserendo che una – si suppone personalissima – legge sulla privacy non lo consentisse. Mortificante la scena dei tre passeggeri, dall’accento turisti accompagnati da qualche parte, che sono scesi dall’auto scusandosi con Alessandra Sciurba ed andando via a piedi. Dopo che il determinato individuo ha telefonato, in ordine, ai Carabinieri, alla Polizia e poi anche alla Guardia di Finanza, ottenendo sempre la medesima insoddisfacente risposta, attesi due minuti o più in disparte, si è allontanato con la propria auto.

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