L’assunto fascista del “me ne frego”

Il PuntoNave di Vittorio Alessandro

di Vittorio Alessandro

Quella di ieri è stata una giornata di tragedie in mare: una lunghissima fila di morti, tante persone riportate nei campi di detenzione, molti bersagli in mare ancora senza storia. Nonostante questo, il Parlamento ha votato la prima tappa della conversione in legge del secondo decreto Sicurezza, basato sull’assunto che sono le navi Ong a provocare le morti in mare, e che costituiscono pericolo per la sicurezza nazionale: è passato, insomma, l’assunto fascista del “me ne frego”, da combattere con tutte le armi della democrazia e con l’affermazione ripetuta, ossessiva dei principi di umanità.

Sempre ieri, Gaspare Giarratano, armatore del peschereccio “Accursio Giarratano” che ha soccorso un barcone al largo della Libia, ha affermato: “Noi soccorriamo con tutto il cuore i migranti in difficoltà e lo facciamo anche come omaggio alla memoria di mio figlio morto. Tutte le volte noi facciamo il nostro dovere, sbracciandoci e aiutando uomini, donne e bambini, perché è giusto così”.

Mio figlio Accursio – ha aggiunto – è morto nel 2002 dopo una lotta lunga due anni contro un male incurabile che lo aveva colpito. Se ne è andato che aveva appena 15 anni, e la nostra barca oggi porta il suo nome. Come potremmo voltarci dall’altra parte di fronte alle richieste di aiuto che provengono da esseri umani che possono essere anche bambini, che magari ci guardano con gli occhi di mio figlio? No, noi li salviamo, e lo facciamo anche pensando al mio ragazzo, perché lui era come noi, e da lassù ci benedice“.

E ha concluso: “Adesso ci sentiamo più tranquilli, possiamo tornarcene a casa“.

Questo è un padre.

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