Lampedusa, atti vandalici mirati e denunce dei residenti

Gomme tagliate e carrozzerie di auto d’epoca sfregiate a Lampedusa. Le vittime degli atti vandalici sono tutte “forestiere” residenti al Porto Vecchio ed hanno tutte firmato un esposto contro un esercizio commerciale che si trova a poche decine di metri dalle rispettive abitazioni

di Mauro Seminara

Lampedusa non è nuova ad auto incendiate ed altre azioni intimidatorie o “punitive”, ma di autocombustioni estive di auto dei noleggiatori o di gestori del centro di accoglienza non se ne verificano da tempo. Si sono invece verificati atti vandalici ai danni di auto e biciclette nella zona residenziale di Porto Vecchio. Il primo è stato un piccolo sacrilegio ai danni di una Fiat 500 d’epoca. Alla storica vetturetta sono state tagliate le gomme, la capote in tela ed i sedili. La carrozzeria è stata infine sfregiata con dei solchi tali da imporre un nuovo restauro integrale alla settantenne opera cult dell’industria automobilistica italiana. Nella stessa zona, lo stesso isolato del porticciolo di Lampedusa, sono state in seguito colpite le gomme di un’altra auto ed una bicicletta tandem cui sono state tagliate anche in questo caso le gomme. Piccoli sfregi vari hanno poi colpito anche i fichi d’india delle aiuole dei proprietari dei veicoli. Le persone danneggiate da questo insolito vandalismo hanno però qualcosa in comune. Oltre ad essere tutti “forestieri” – come si usa dire a Lampedusa di chi non è nato sull’isola – e di indole mite, le vittime del vandalismo di apparenza mirata ed intimidatoria avevano tutte firmato un esposto, pochi giorni prima del primo raid, contro un locale che con un volume della musica troppo alto fino a tarda notte disturbava la quiete pubblica.

Il 10 giugno di quest’anno, dopo circa un anno di vane “trattative” per raggiungere un accettabile compromesso tra le esigenze commerciali del locale nato proprio la scorsa estate sulla piccola spiaggia di Cala Palme ed il quieto vivere e dormire, i residenti esasperati hanno deciso di procedere con un esposto indirizzato al Comune di Lampedusa e Linosa amministrato da Totò Martello, alla Polizia Municipale dello stesso Comune ed all’ARPA, ente pubblico preposto alle misurazione di ogni possibile forma di inquinamento ambientale incluso quello acustico. Pochi giorni dopo si è verificato l’episodio della Fiat 500 d’epoca. In vero sfregiata nel cuore della notte. Impossibile stabilire chi e perché ha messo in atto un simile gesto, se magari possa essere stato anche semplicemente un cliente deluso ed alticcio che ha pensato di colpire la causa di una limitazione del volume della musica notturna, quindi del suo divertimento. La denuncia è stata comunque presa, contro ignoti, dalla locale stazione dei Carabinieri. In questa fase l’indagine è peraltro coperta dal segreto istruttorio e non è dato sapere se i militari dell’Arma hanno visionato tutte le registrazioni dei circuiti di videosorveglianza presenti in zona al fine di poter individuare soggetti corrispondenti per orario e direzione di spostamenti con l’artefice dell’azione vandalica. Almeno al fine di restringere il cerchio o di escludere titolare e dipendenti dell’esercizio commerciale molesto, la cui musica a volume altissimo veniva mantenuta tale – a testimonianza dei residenti in zona – a volte anche dopo le tre di notte. L’unica cosa certa è che la Procura di Agrigento ha nel suo cassetto altre denunce per danni subiti, e tutte riguardano persone che hanno sottoscritto l’esposto.

L’ottemperanza alle norme nazionali e locali è stata sollecitata dai Carabinieri di Lampedusa che, tra tutte le consegne che hanno, come non bastassero gli extra sul fronte del flusso migratorio tunisino da rintracciare sempre più spesso a terra dopo uno sbarco autonomo, devono anche recarsi in piena notte al locale di Cala Palme per ottenere la riduzione del volume della musica. Non sono però mancate le telefonate notturne alla locale stazione per sollecitare un intervento anti-molestie notturne da parte dei residenti. Forse questo ostinarsi a non rassegnarsi all’insonnia da parte dei residenti ha dato il via ai nuovi raid notturni, oppure semplicemente il fatto che l’ARPA ha assunto l’esposto e la notte tra il 5 ed il 6 luglio ha effettuato le misurazioni del caso. Il risultato pare avere dato pienamente ragione ai residenti, perché il volume era davvero alto. Anche calcolato sulla base del differenziale con il rumore base della zona. Stando alle app sugli smartphone dei residenti – che preferiscono al momento l’anonimato – che certo non sono affidabili come gli strumenti degli esperti dell’ARPA, ma possono dare una orientativa valutazione, in alcuni casi il livello audio superava abbondantemente gli 80 decibel. Dopo il sopralluogo dei tecnici dell’ARPA, i residenti si sono svegliati con quattro ruote di un’auto tagliate e con le ruote della bicicletta anch’esse irreparabili.

L’esposto, cui segue un secondo esposto inviato alle medesime sedi destinatarie, la scorsa settimana, era stato firmato da una ventina di persone. L’anomalia culturale che emerge da tale documento riguarda però perfino la residenza dei firmatari. Tra i sottoscrittori non ci sono infatti “non forestieri” residenti sull’isola. Testimoni contattati, che hanno firmato l’esposto rivolto al sindaco Martello, ci hanno raccontato che i lampedusani di nascita si sono rifiutati di far parte dell’ufficiale denuncia. Questo malgrado alcuni lampedusani di nascita, quindi non “forestieri” con pretese di quieto vivere, pare abbiano perso in mala maniera dei clienti, turisti, che non riuscendo a chiudere occhio hanno lasciato l’alloggio rifiutandosi di corrispondere quanto pattuito per il soggiorno. Tra quanti hanno posto la propria firma pare ci siano soltanto due soggetti nati a Lampedusa, ma – forse non per caso – entrambi residenti fuori. Intanto, anche qualche notte addietro, i Carabinieri si sono recati davanti il locale che sorge sulla spiaggia di Cala Palme con tanto di lampeggianti accesi per ricordare – già dalla strada con la loro incombente presenza blu lampeggiante – che era quasi ora di abbassare il volume. Infine, uno dei militari è sceso dall’auto per far notare l’ora al gestore. Nessun riscontro al momento può suggerire una diretta correlazione tra la proprietà del locale, l’esposto e gli atti vandalici. Nessuna indagine è al momento conclusa. L’unico dato certo è che tutti i soggetti danneggiati avevano firmato un esposto che i lampedusani di nascita non hanno inteso sottoscrivere e che tale circostanza è stata fatta presente ai Carabinieri nel corso della denuncia contro ignoti per i danni subiti. A tale considerazione, forse, i Carabinieri potrebbero anche aver allegato in fascicolo il video divenuto virale sull’isola nel quale vengono ripresi due giovani – probabilmente ben oltre la soglia di ubriachezza – intenti a fare sesso in pubblico su una delle sdraio che si trovano sulla spiaggia di Cala Palme, a pochi passi dal locale in questione.

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