Arresto De Vito, per gli inquirenti iter progetto non è in discussione

L'esponente del M5s è stato arrestato con l'accusa di corruzione anche per la costruzione di un albergo e per area degli ex Mercati generali. L’indagine ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato ed un uomo d’affari

di Marco Agostini

Il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, esponente del M5S, è stato arrestato questa mattina all’alba con l’accusa di corruzione. Perquisita anche la sua casa. I Carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno dato esecuzione alla misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di 4 persone (per due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere e per i restanti due gli arresti domiciliari) e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata ‘Congiunzione astrale‘.

Coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, l’indagine riguarda un gruppo di persone dedite, in concorso tra loro, al compimento di condotte corruttive e di traffico di influenze illecite, nell’ambito delle procedure connesse con la realizzazione del nuovo stadio della Roma calcio, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense. L’iter del progetto dello stadio della Roma continua a non essere in discussione, come non lo era dopo gli arresti dello scorso 13 giugno. È quanto si apprende dagli inquirenti dopo gli arresti di questa mattina che hanno portato in carcere il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito. L’indagine e le misure cautelari eseguite non rappresentano, secondo gli investigatori, un ostacolo alla realizzazione del progetto e la Roma non è coinvolta nell’inchiesta. Semplicemente, chi indaga ritiene che, nonostante ciò, Marcello De Vito non abbia tutelato l’interesse pubblico in modo imparziale perché era a libro paga di Parnasi.

L’indagine ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato ed un uomo d’affari, che fungono da raccordo con il presidente dell’Assemblea comunale capitolina al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari. Oltre al presidente del Consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito, è finito in carcere anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, che avrebbe ricevuto incarichi professionali su segnalazione dello stesso De Vito, mentre sono stati disposti gli arresti domiciliari per l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e l’imprenditore Gianluca Bardelli

I costruttori Pierluigi e Claudio Toti, rispettivamente presidente e vicepresidente della holding di famiglia, sono indagati nell’inchiesta della Procura di Roma che ha portato anche all’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, nella parte relativa all’appalto per gli ex Mercati generali di Roma, attraverso la società Lamaro. Tra gli indagati anche l’amministratore della Lux Holding, Giuseppe Statuto, per l’appalto della vecchia stazione Trastevere, attraverso la società Ippolito Nievo. A quanto si apprende, in Campidoglio sono in atto perquisizioni legate all’inchiesta sullo stadio della Roma. Oltre ai Carabinieri, al momento impegnati anche negli uffici capitolini di via della Greca, a Palazzo Senatorio questa mattina sarebbe arrivata anche la Guardia di Finanza. Al termine dell’interrogatorio che si è tenuto nella caserma del Nucleo investigativo dei Carabinieri di via In Selci, il presidente del Consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito, è stato portato nel carcere di Regina Coeli.

Marco Agostini – Agenzia DIRE

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