La Sea Watch 3 si allontana dal porto di Catania

Libera di lasciare il porto italiano la Sea Watch 3 che dallo sbarco del 31 gennaio si trova nel porto etneo per contestate non conformità relative a sicurezza e tutela dell’ambiente. La nave è diretta in Francia dove completerà i lavori di adeguamento nel porto di Marsiglia su autorizzazione di Italia e Olanda

La Sea Watch 3 nel porto di Catania

La nave da soccorso umanitario della Ong tedesca, coinvolta nell’ultimo braccio di ferro del Governo italiano tra la campagna sui “porti chiusi” e la redistribuzione dei migranti in Unione europea, ha lasciato il porto di Catania su autorizzazione della Guardia Costiera di Catania che segue il provvedimento rilasciato dall’Amministrazione olandese. La Sea Watch 3, che è iscritta al Registro navale dell’Olanda, ha da poco più di un’ora lasciato il porto del capoluogo etneo diretta a nord con destinazione Marsiglia. In un cantiere navale del porto francese la nave verrà sottoposta ad ulteriori modiche di adeguamento come da indicazione degli ispettori olandesi ed italiani. Un parziale ripristino delle caratteristiche della nave è già stato effettuato a Catania e verificato ieri dagli ispettori della Guardia Costiera italiana. La Sea Watch 3 era risultata in determinati aspetti non conforme ad una sistematica attività di soccorso nel Mediterraneo e per questa ragione era stata fermata fino ad adeguati interventi. Le modifiche però non verranno apportate tutte in Italia e per il completamento la nave della Ong si sposterà in un cantiere francese.

La Sea Watch 3 era stata ispezionata da militari della Guardia Costiera specializzati in sicurezza della navigazione nei giorni 31 gennaio e primo febbraio, appena dopo lo sbarco nel porto di Catania avvenuto dopo i 12 giorni a largo con 47 naufraghi a bordo e giorni alla fonda a largo di Siracusa. I militari avevano eseguito una verifica tecnica sulle condizioni della nave ai sensi della UNCLOS (la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare) rilevando una serie di non conformità relative sia alla sicurezza della navigazione che al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino. Su tutti gli altri aspetti si era pronunciata la Procura di Catania archiviando un fascicolo per insussistenza di rilievi penali nella condotta della Ong.

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