Se il Capitano non cinguetta (Evviva la TAV!)

di Mauro Seminara

di Mauro Seminara

Nel giorno in cui la Procura della Repubblica di Catania ha negato il trionfo della politica di Matteo Salvini, non incriminando la Sea Watch 3 e comunicando invece che a carico della Ong non è stato riscontrato alcun rilievo penale, l’account Twitter del ministro-vicepremier-capitano è riuscito miracolosamente a non cinguettare nulla su migranti e Ong. Neanche una battutina per tutto il giorno. Certo, qualcuno dirà che era impegnato in campagna elettorale in Abruzzo, oppure che la questione della linea Torino-Lione ad alta velocità ha preso il ministro concentrandovi tutta l’attenzione. Ma c’è anche un’altra possibilità: vi stanno prendendo per il culo! In particolare, si sta prendendo per il culo proprio quell’elettore che invita sempre gli oppositori a “prendere il Maalox” e ripete continuamente e a vanvera “e allora il PD?!”. Perché lo si prende così per idiota questo povero, già di suo sfortunato, elettore italiano medio? Semplice, e per comprenderlo basta immaginare il tema principe che il ministro dell’Interno avrebbe trattato nel fine settimana in Abruzzo mentre al cospetto della platea che dovrebbe votare in favore del centrodestra il 10 febbraio. Sarebbe stato, appunto, un trionfo per il “capitano” del Viminale. Quanta invettiva avrebbe sproloquiato ai danni dei “vicescafisti”, dei favoreggiatori dell’immigrazione clandestina, dello strumento di George Soros per l’attuazione del suo “piano Kalergi” per l’invasione dell’Italia. E invece: niente. Porcaccia la miseria, proprio niente!

Una bella incriminazione della Sea Watch 3, ad opera della Procura di Catania, competente territorialmente perché il Viminale aveva deciso che Siracusa-Augusta non andavano bene per lo sbarco dei 47 migranti, avrebbe permesso al ministro anche di argomentare le proprie ragioni in vista della Giunta per le immunità che giovedì si riunirà per decidere se autorizzare la richiesta del Tribunale dei ministri per procedere contro Matteo Salvini sul caso Diciotti. Giovedì 7 febbraio è esattamente tre giorni prima delle elezioni regionali in Abruzzo. Così, giusto perché il pubblico non si raffreddi, o ancora peggio non abbia il tempo per riflettere, pensare, viene fuori il problema TAV. Ma era cambiato qualcosa sulla Torino-Lione ad alta velocità ferroviaria per treni merci? No. Neanche lo studio costi-benefici del Movimento 5 Stelle aveva dato l’esito della linea di governo pentastellata in eventuale nuovo tradimento dell’elettorato. Però, a reti unificate con aperture di giornali e telegiornali sulla “crisi di Governo” in corso, l’unico tema su cui dibattere diventa la maledetta TAV. Di Battista attacca Salvini, Salvini allude a cambiamenti di equilibri di Governo, Di Maio finge di saper prendere una posizione diversa da quella supina…tutto meraviglioso per giornali di partito ed analisti di bottega. Tra l’altro, forse a causa di una improvvisa distrazione, dopo giorni di apertura giornali ed approfondimenti in prima serata Tv, il caso della Sea Watch 3 smette di essere attenzionato proprio il giorno in cui una prima pagina la meritava il “non rilievo penale” nella condotta della Ong secondo la Procura di Carmelo Zuccaro. La notizia passa in secondo o terzo piano. Per qualcuno addirittura non passa proprio. TAV si, TAV, no, io ci vado, io non ho motivo per andarci, c’è un buco di oltre venti chilometri, non c’è il buco più grande… e tutti li a tifare per l’uno o per l’altro partito mentre l’unica vera novità è che anche nel caso della Sea Watch 3 c’è stato un immotivato possibile sequestro di persona per coazione di altri Stati membri dell’Ue, un presunto ostruzionismo alle attività di indagine della Procura di Agrigento che aveva convocato la nave a Lampedusa per ascoltare l’equipaggio sul naufragio in cui persero la vita 117 migranti. Per chi ama scommettere: un flacone di Maalox che la prossima settimana, già lunedì 11 febbraio, di TAV non se ne parlerà più.

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