Parla Freda, ex terrorista nero: “Salvini è il salvatore della razza bianca in Europa”

Franco Freda, condannato per una serie di attentati esplosivi e assolto "per mancanza di prove" dall'accusa di aver organizzato la strage di Piazza Fontana a Milano, parla di Matteo Salvini come di un leader nero

In copertina: Franco Freda
Screenshot di “Estreme Conseguenze” con la foto di Franco Freda

“Matteo Salvini? È il salvatore della razza bianca in Europa. Il suo stesso nome è una profezia”. Franco Freda, ex terrorista nero ed esponente di Ordine Nuovo, si racconta in un’intervista a ‘Estreme Conseguenze’. Condannato per gli attentati esplosivi del 25 aprile 1969 e gli attentati ai treni dell’estate 1969 oltre che per i reati di associazione sovversiva e istigazione all’odio razziale, Freda è stato anche accusato, processato e poi assolto “con formula dubitativa per mancanza di prove” dall’accusa di aver organizzato la strage di Piazza Fontana a Milano.

Nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage di Piazza Fontana fu realizzata da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo” e “capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura”, dichiarandoli però non più processabili. “Due corti di Assise – dice Freda – hanno sentenziato la mia innocenza per la strage di Piazza Fontana. È assurdo che dopo cinque o sei processi venga surrettiziamente indicato come colpevole. Le vere stragi sono quelle che hanno cominciato a fare gli islamici, quelle che faranno, fra qualche anno, i nigeriani”.

“Pare – aggiunge – che a capo dello stato maggiore di Salvini ci sia un tale Giorgetti, e che l’elemento, mi è stato detto che sia stato un devoto lettore, addirittura ideologico, delle edizioni da me costituite 55 anni fa. Sono fedele alla mia razza ma non disprezzo le altre. Ci sarà uno scontro di civiltà. Certo, lo dico io, che sono un criminale, colpevole di aver fondato un movimento politico… Per me, sono loro i veri criminali. Criminali contro la mia razza, contro il mio popolo, contro la nostra storia”.

Agenzia DIRE
www.dire.it

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