Milano, incontro Salvini-Orban: “Immigrazione può essere fermata”. Migliaia in protesta contro il vertice

L’incontro informale tra il ministro degli Interni Matteo Salvini ed il premier ungherese Viktor Orban si è tenuto però in Prefettura. Fuori molti centri sociali che hanno tentato di raggiungere la Prefettura milanese

Il premier ungherese Viktor Orban è stato accolto nel pomeriggio di ieri a Milano dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, con il quale ha intrattenuto un colloquio durato all’incirca un’ora. Una “positiva e costruttiva discussione” quella con Orban “su tanti temi, non solo su immigrazione”, questo il giudizio del vicepremier. Entusiasta dell’incontro anche il premier ungherese che ha dichiarato: “Abbiamo avuto un colloquio molto stimolante con Salvini. Ci siamo trovati d’accordo sull’immigrazione visto che l’Ungheria è un Paese che ha dimostrato che l’immigrazione può essere fermata. Prima ci dicevano che non era possibile, sia sul piano giuridico che fisico. Invece abbiamo dimostrato che su terra ferma è possibile farlo”. Intanto in piazza San Babila a Milano circa 15 mila cittadini si sono incontrati per dire no al vertice Salvini-Orban.

UE, ORBAN-SALVINI PREPARANO SVOLTA
STORICA: ATTACCO A MACRON

Una “svolta storica in Europa” in senso sovranista e anti-immigrazione. La preparano il premier ungherese Viktor Orban e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, parlando fianco a fianco ieri pomeriggio in prefettura a Milano. In riferimento alle elezioni a maggio in Ue, Orban afferma che “abbiamo bisogno di una nuova Commissione Ue e di un nuovo parlamento che sappiano difendere i confini”. Per questo, continua, “servono alleanze, il nostro compito è attrarre elettori ungheresi e italiani per fare una svolta in Europa”. Orban sferra anche un duro attacco al presidente francese Emmanuel Macron, definito “il capo di quei partiti che sostengono l’immigrazione in Ue”. Di contro, Orban loda l’Italia, chiamandolo “un Paese tra i più forti in Ue e con il quale l’Ungheria ha sempre cooperato”. Sulla stessa linea anti-francese si esprime Salvini che, parlando di “cambiare i trattati europei sull’immigrazione e non solo”, definisce Macron “un capo di Stato che passa il tempo a criticare Stati esteri”. Da Salvini quindi un ennesimo appello a Macron, seppur tra toni duri, “a cooperare con gli Stati vicini”, e “riaprire domani mattina i confini di Ventimiglia”.

SALVINI: ALLEANZA CON ORBAN,
APERTI A ENERGIE DIVERSE

“Lavoriamo insieme per una futura alleanza che riporti al centro i valori che i nostri movimenti e i nostri governi rappresentano. Possiamo unire energie diverse con un obiettivo comune, escludendo le sinistre”

SALVINI: VICINO ACCORDO CON
GERMANIA, PER NOI A SALDO ZERO

“È vero che stiamo lavorando con la Germania” a un accordo sui migranti secondari, “siamo vicini a un accordo” ma per l’Italia “deve essere a saldo zero”. “Potremmo essere d’accordo a riammettere nel nostro paese migranti” secondari “a fronte di un ricollocamento e di un allontanamento dal nostro paese dello stesso numero di immigrati”, spiega Salvini.

SALVINI: CAMBIARE TRATTATO
DUBLINO NON PIÚ PRIORITÀ

“Dal mio punto di vista la revisione del trattato di Dublino non è più la priorità”. “Se l’Europa torna a proteggere le sue frontiere esterne, ricollocare diventa un problema secondario – spiega Salvini – quello che stiamo discutendo anche con il governo tedesco è che l’Italia è disponibile a riprendersi alcuni immigrati che hanno avuto come primo sbarco l’Italia, basta che questo comporti che dall’Italia vadano via altrettante persone”. Su quello che appare come un mancato intervento sull’immigrazione illegale da parte della Libia, Salvini replica citando la grande instabilità nel paese nordafricano, “causato da un dissennato intervento militare che ha destabilizzato il paese”, aggiungendo che “il governo francese oggi come allora non aiuta la stabilità ma si muove solo e soltanto per interesse economico”. Interpellato sul rifiuto della Libia su hot spot e rimpatri, Salvini dichiara di voler puntare sulla cooperazione “con i Paesi di provenienza dei richiedenti asilo che arrivano in Italia, come Tunisia, Sudan, Eritrea, Nigeria, Pakistan, Bangladesh”.

SALVINI: ACCORDI FINANZIARI PER
DIFESA ITALIA DA SPECULAZIONE

“La missione in Cina” che sta facendo il ministro Tria “deve essere la prima di una lunga serie di missioni per allacciare solidi rapporti economici, commerciali, industriali e finanziari fra Italia e Cina, se qualcuno volesse speculare” contro l’Italia.

SALVINI: MACRON APRA VENTIMIGLIA,
DIA ESEMPIO A VISEGRAD

Sull’immigrazione “chiediamo collaborazione ai grandi paesi di confine con noi e quindi alla Francia: Macron passa il suo tempo a dare lezioni a governi stranieri ed è il primo a dover mostrare sensibilità e solidarietà riaprendo il confine di Ventimiglia e può farlo anche domattina”. “Se dai grandi paesi arrivasse questo esempio anche da paesi di Visegrad potrebbe esserci un approccio diverso. Ma io ritengo assoluto diritto dell’Ungheria difendere i confini e la sicurezza del suo popolo. L’obiettivo condiviso è quello della difesa delle frontiere esterne”.

SALVINI: SINISTRA CONTESTA
SOLO E LA GENTE NON LI VOTA

“Mi stupisce lo stupore di una sinistra che ormai esiste solo per contestare gli altri che riteneva che Milano non dovesse ospitare il presidente di un potenza europea, come se fosse la sinistra a decidere chi ha diritto di parlare e poi si stupiscono se la gente non li vota più”.

SALVINI: APRANO INCHIESTE E
PROCESSI, IO NON CAMBIO IDEA

“Sono fiero e orgoglioso” di rappresentare “un punto fermo non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa perchè i confini italiani sono i confini dell’Europa come ha detto il premier Conte. Quello che abbiamo fatto fino ad oggi continueremo a farlo anche domani”. “Possono aprire inchieste, indagini, processi che non mi fanno assolutamente cambiare idea”.

SALVINI: COME CONCESSIONI CHIEDERE
CONTO A MINISTRI PRECEDENTI

“Incredibilmente qualcuno prima di noi firmò un impegno perché tutti gli immigrati soccorsi arrivassero in Italia. Di Maio sta lavorando per chiedere conto ai ministri precedenti per la concessione autostradale molto vantaggiosa per i privati, se ne avessi tempo chiederemmo conto anche ai ministri precedenti delle ‘concessioni migratorie’”.

ORBAN: UNGHERESI RISPETTANO
SALVINI, FU L’UNICO A DIFENDERCI

“A nome dei cittadini ungheresi ho ringraziato Salvini. Noi ungheresi siamo tipi leali, che non dimenticano. Ricordo che quando fummo attaccati nell’UE, lui intervenne e prese le nostre difese e questo ha fondato la nostra amicizia. Salvini gode di rispetto rilevante in Ungheria, credo vincerebbe se si candidasse là, ma per ora, grazie a Dio, non si candida”.

ORBAN: PORTARE AIUTI DOVE CI
SONO GUAI, NON IMPORTARE GUAI

“La nostra politica è portare aiuti dove ci sono i guai, non importare i guai. I migranti già entrati devono essere riportati a casa loro. L’élite europea oggi ci dice che non è possibile, ma lo dicevano anche per la difesa dei confini”.

ORBAN: HO CHIESTO PERMESSO A
BERLUSCONI DI INCONTRARE SALVINI

“Lui è mio eroe e un mio compagno di destino. Sono molto curioso di conoscere la sua personalità. Berlusconi è un mio amico e gli ho chiesto il permesso di vedere Salvini e lui mi ha detto ‘sì, certo’”. “I rapporti con il precedente governo erano pessimi”, ricorda infine Orban.

IN MIGLIAIA A MILANO PER PROTESTARE
CONTRO IL VERTICE SALVINI-ORBAN

Una lista “senza simboli”, composta da figure della società civile che “sappiamo trattare i temi al centro della Unione Europea, scegliere cinque punti in cui tutte le forze progressiste possano accordarsi e mandare avanti nuove energie”. È la ricetta dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, giunta in piazza San Babila per presenziare al presidio con cui la società milanese vuol dire no al vertice tra il ministro dell’interno Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orban. Una presenza massiccia quella meneghina, con diverse migliaia, all’incirca 15.000, di persone che gremiscono la centralissima piazza meneghina, a due passi dalla Prefettura, teatro del vertice. Acea Onlus, le Acli provinciali Milano, Monza e Brianza, quella di Cremona, ActionAid Italia, Agedo Milano, Agedo Bologna, Amnesty International, Amref Italia, Anpi provinciale Milano, Anpi Lombardia, Anpi Monza e Brianza Anpi Seregno, Anpi sezione “Carlo Chiappa” di Sedriano & Vittuone, Arci Nazionale, Arci Lombardia, Arci di Milano, Varese e Como, ArciAtea – Rete per la laicità, Articolo 21, ArciGay Varese, Associazione Enzo Tortora Radicali Milano, Brianza Antifascista e Antirazzista, Casa della carità Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, Casa per la Pace Milano, Centro multiculturale La Tenda, Centro Interculturale Mondinsieme di Reggio Emilia, Cgil Milano, Famiglie Arcobaleno, Fiom Milano, Giovani Democratici Milano, Giovani Democratici Monza, Gioventù Federalista Europea: sono solo alcune delle sigle presenti.

“Bisogna avere la capacità di immettere nel dibattito pubblico una proposta innovativa perché la fase che stiamo vivendo è eccezionale e quindi deve essere eccezionale anche la riposta”, dice Boldrini, secondo la quale è importante essere a piazza San Babila, “una piazza ricca di persone che non ci stanno a questo connubio tra Salvini ed Orban e che non credono che soluzione sia il sovranismo, una dimensione che farebbe solo male al nostro Paese e che ci ricaccerebbe indietro nel tempo e non darebbe un futuro ai nostri figli. Siamo qui per dire no a questa coppia e per prospettare un’altra dimensione per il nostro Paese e per l’Europa”. Una Europa che a detta dell’ex presidente della Camera “sicuramente deve cambiare ed essere più vicina ai bisogni delle persone ma di cui abbiamo bisogno”.

Insomma, “dobbiamo accogliere questa sfida epocale per le prossime elezioni europee, altrimenti rischiamo di decretare la fine dell’Unione europea e quello che ne consegue. Perché l’internazionale sovranista si sta organizzando e noi dobbiamo essere all’altezza della sfida”, dice Boldrini. “Dobbiamo dare una riposta che possa interessare l’opinione pubblica e che possa suscitare curiosità, partecipazione e passione”, aggiunge, ma soprattutto “dobbiamo fare tutto quello che fino ad ora non è stato fatto perché non dobbiamo consegnarci alla storia come quelli che hanno decretato la fine della cultura progressista e di sinistra di questo Paese”, chiosa.

LA MILANO CONTRO:
NOI FARO ALTERNATIVA

“Il progetto politico di Salvini e di Orban va fermato, usano la sofferenza degli immigrati per rompere l’Europa e noi non ci stiamo. Milano oggi e nei prossimi mesi è punto di riferimento per indicare un’alternativa importante”. Lo dice l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino, intervenuto a margine del presidio “Europa senza muri”, organizzato in piazza San Babila a Milano per protestare contro l’incontro tra il ministro Salvini e il premier ungherese Orban, previsto in Prefettura alle 17.

“A me preoccupa molto l’idea di portare l’Italia fuori dall’Europa – conclude Majorino – perché questa è la posta in gioco”, dunque “noi diciamo di no”. L’Europa di cui hanno bisogno Milano e l’Italia “è forte e integrata, ben lontana da quella invece disgregata che ha in mente il premier Orban, accolto oggi da Salvini nella nostra città”, rincara il segretario metropolitano del PD, Pietro Bussolati, a margine della manifestazione “Europa senza muri”.

E “se c’è un politico che più di tutti incarna il contrario degli interessi del nostro Paese in Ue quello è proprio il primo ministro ungherese, autore di politiche sovraniste e xenofobe. Anziché minacciare di tagliare i fondi dell’Italia all’Ue e tendere la mano a Orban, questo Governo e Salvini dovrebbero adoperarsi per tagliare i fondi proprio a quei Paesi come l’Ungheria, che non si è finora fatta carico di accogliere nessun richiedente asilo. L’Europa di Orban – insiste il dirigente dem – non è la nostra, e oggi saremo in piazza con migliaia di milanesi che non vogliono vedere Milano e l’Italia svendute dal ministro Salvini, in nome della sua campagna elettorale permanente”.

Ieri mattina, inoltre, una delegazione di Radicali ha presidiato la sede del Parlamento e della Commissione Europea di via Magenta. Nel mirino, sempre Orban. Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, dichiara che il premier ungherese “viola i diritti civili e politici dei suoi cittadini. Se il Governo italiano propone di sospendere i nostri finanziamenti all’Unione Europea, noi chiediamo che la Ue sospenda i finanziamenti a Orban, che lui usa per violare i diritti dei cittadini ungheresi”. Con Cappato c’era anche Michele Usuelli, consigliere regionale della Lombardia di +Europa con Emma Bonino che aggiunge: “l’Europa che vogliamo è un’Europa in cui gli stati membri siano vincolati al rispetto degli standard minimi. Questo vale per l’Ungheria tanto quanto per l’Italia”. Il presidio radicale è stato messo in piedi per porre “l’attenzione rispetto all’efficacia di manifestare a favore di qualcosa e non contro qualcuno, il contenuto politico non deve appiattirsi alla sterile contrapposizione tra urlatori”.

Dice Cappato: “Noi non manifestiamo contro Salvini, ma a favore dei diritti di tutti gli europei”. E Barbara Bonvicini, segretaria dell’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano, conclude: “Milano ha già dimostrato di essere la Milano dell’accoglienza, ora deve fare un passo in avanti, deve essere l’alternativa politica all’opposizione che contrappone odio all’odio”.

CONTRO SALVINI-ORBAN ANCHE
CORTEO IN CENTRO A MILANO

Un’Europa solidale, senza muri, colorata e festosa che rifiuta il vertice tra il ministro dell’interno Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban e si oppone unita e coesa. La grande marcia seguita all’adunata di piazza San Babila (in cui è andata in scena persino una partita di calcio con una squadra di richiedenti asilo) è poi partita spontanea attraversando Corso Venezia e fermandosi infine ai Bastioni, poco prima di Corso Buenos Aires. Più di un migliaio di persone a ritmo di musica e danze hanno dunque manifestato il proprio dissenso al progetto sovranista.

“Mutuo soccorso e solidarietà, difendiamoci dal razzismo” recita lo striscione che guida il corteo, corredato da bandiere della pace e volti di Salvini con il segno di divieto. Una parte del corteo, quella in cui ci sono i centri sociali, si è staccata dirigendosi verso i giardini Montanelli e provando un improbabile blitz davanti alla Prefettura. Ne avevano già provato uno, fallito, attorno alle 16.30.

Agenzia DIRE
www.dire.it

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