Forti scosse di terremoto nel Mediterraneo centrale, doppietta di 4.3 gradi

Due scosse a sudest di Lampedusa ed a metà strada con la Libia, entrambe di 4.3 gradi sulla scala Richter. Scosse anche nell’arcipelago delle Eolie, nel Tirreno meridionale. Trema anche la Sicilia orientale

In copertina: Epicentro delle tre scosse di terremoto che hanno colpito il Mediterraneo centrale

Una sequenza sismica ha colpito il Mediterraneo centrale a sudest di Lampedusa, sudovest di Malta, circa 90 miglia a nord della capitale della Libia. Il forte rilascio di energia ha visto una prima avvisaglia con una scossa di 2.6 gradi di magnitudo alle 01:19 di giovedì 2 agosto. Il sisma, di lieve intensità, secondo la Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha avuto una profondità di 38 chilometri. Le successive scosse sono state di maggiore intensità ma hanno mantenuto lo stesso epicentro con profondità diverse.

Il primo dei due successivi forti terremoti, con magnitudo di 4.3 gradi, è stato registrato alle 01:28 di questa notte ad una profondità di 69 chilometri. Una scossa intensa con il medesimo epicentro della precedente e con ipocentro in maggiore profondità. All’alba di oggi, quasi cinque ore più tardi, alle 06:07, un’altra scossa di analoga entità è stata registrata con il medesimo epicentro alle coordinate 34.40 di latitudine e 13.68 di longitudine nel Mediterraneo centrale. Questo secondo terremoto di magnitudo 4.3 è però risultato ben più in superficie con un ipocentro alla profondità di 10 chilometri.

L’intensa attività sismica che nelle ultime ore ha colpito il Mar Mediterraneo non è isolata alla regione del Mediterraneo centrale, a sud delle isole di Lampedusa, Linosa e Malta, ma riguarda anche altre zone dei mari in prossimità italiana. Alle 08:40 di questa mattina, circa due ore e mezza dopo il secondo dei terremoti di magnitudo 4.3 gradi sulla scala Richter che ha colpito il Mediterraneo centrale, una scossa di 3.1 gradi è stata rilevata pochissimi chilometri a sud dell’isola di Alicudi, nell’arcipelago di fuoco delle Eolie. Il terremoto di stamane alle Eolie, con ipocentro a dieci chilometri di profondità, segue un’attività sismica che sembra di crescente intensità nel Tirreno meridionale.

Le precedenti attività telluriche del Tirreno meridionale risalgono al 31 luglio, sempre nella cintura di fuoco eoliana, con epicentro a metà strada tra Lipari e Gioia Tauro ed una intensità di 3.0 gradi. Il giorno precedente, al largo della Calabria e poco a nord della scossa di 3.0 gradi del 31 luglio, un sisma di 3.7 gradi era stato percepito anche a terra nella provincia di Vibo Valentia. Provincia peraltro già allertata il 14 luglio da una scossa ben più potente, 4.3 gradi, con epicentro prossimo a quella del 30 luglio. Altri terremoti, sempre nel mese di luglio, hanno colpito il Golfo di Policastro, vicino Salerno, con 3.2 gradi di magnitudo e punti sparsi che vanno dai dintorni dell’Etna fino allo Ionio meridionale in linea di latitudine del grande vulcano attivo siciliano.

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