Virus West Nile a Rovigo, era stato individuato già a Verona

Il contagio umano nella forma neuroinvasiva non è fortunatamente frequente. Spesso virus asintomatico, sintomi lievi nel 20% casi. Spesso virus asintomatico, sintomi lievi nel 20% casi. La sorveglianza è già attiva

di Marcella Piretti

Primo caso nel 2018 di West Nile virus in Veneto. Si tratta di un residente di Polesella, provincia di Rovigo, trovato positivo al virus lo scorso 26 giugno, dopo che il 12 giugno il sistema regionale di sorveglianza integrata di malattie trasmesse da vettori, insieme all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, ha rilevato la presenza del virus in un pool di zanzare catturate da una trappola posta nel comune di Villa Bartolomea, nel veronese.

Dal primo giugno attivata la sorveglianza

“Anche quest’anno, dal primo giugno abbiamo attivato un capillare sistema di sorveglianza, abbinato ad azioni di contrasto il più incisive possibile. Il contagio umano nella forma neuroinvasiva non è fortunatamente frequente ma, quando si presenta, il sistema sanitario, già allertato, è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci, quando un paziente si presenta con determinati sintomi di interessamento neurologico”, afferma l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto.

Spesso virus asintomatico, sintomi lievi nel 20% casi

Nella maggior parte dei casi, infatti, il West Nile virus (Wnv), decorre nell’uomo in modo asintomatico, nel 20% dei casi possono verificarsi sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausee, vomito, eruzioni cutanee, e solo in una piccola percentuale di casi, in particolare nelle persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come encefalite.

Marcella Piretti – Agenzia DIRE
www.dire.it

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