Aquarius a Valencia e Diciotti a Catania, la nuova gestione dei flussi

Alcuni migranti in condizioni critiche sbarcheranno a Pozzallo. In Spagna i migranti della Aquarius con la stessa Ong e due navi italiane. Domani a Catania quasi mille migranti su nave Guardia Costiera italiana

di Mauro Seminara

Malta fornisce viveri a nave Aquarius (Ph: Karpov/SOS Mediterranee)

A bordo di nave Aquarius ci sono 629 migranti, i primi dei quali sono stati soccorsi sabato mattina. La nave della Ong internazionale SOS Mediterranee, in partnership con Medici Senza Frontiere, da domenica è ferma al largo di Malta per ordine dell’MRCC italiano. A bordo, nel frattempo, il disagio è aumentato e le scorte di acqua e cibo si erano esaurite. La Aquarius è stata fermata in acque internazionali, a 27 miglia da Malta e quasi 40 miglia dalla Sicilia, per la presa di posizione del Governo italiano che ha preteso di destinare i migranti ospiti della nave da soccorso umanitario in un porto non italiano. Lo scontro è iniziato già domenica, giorno di elezioni amministrative in oltre 700 comuni italiani, con la vicina Malta che però si è ovviamente rifiutata di accogliere i migranti. Malta si è limitata alla Ong, in difficoltà ed in balia di condizioni meteo in progressivo peggioramento, un piccolo approvvigionamento per la sopravvivenza con pasta, snack e 950 bottiglia d’acqua.

La situazione, sotto il profilo del Diritto internazionale, è già stata ampiamente spiegata ed evidente è stata la presa di posizione umanitaria contro l’ordine partito sostanzialmente dal Viminale ed avallato dal Ministero dei Trasporti che è competente per la gestione dei porti. La Aquarius aveva operato, oltre che sotto il coordinamento delle autorità italiane anche in supporto delle necessità del Centro di coordinamento di Roma. L’MRCC aveva infatti chiesto di trasbordare sulla nave della Ong dei migranti soccorsi da altre unità navali. La chiusura dei porti è stata quindi una forzatura sotto ogni profilo, sia per quel che riguarda la legittimità nei confronti della Ong, e dei migranti, che per quanto concerne la pretesa che un altro Stato si facesse carico dei migranti. La conclusione, dopo due giorni di stallo, è stata di una manifestazione di disponibilità all’accoglienza pronunciata dal neo-premier spagnolo Sanchez, succeduto a Rajoy dopo l’esito positivo della mozione di sfiducia al primo ministro firmata appunto dall’attuale capo del Governo di Spagna.

L’ordine di trasferire i migranti in Spagna è stato annunciato all’alba di oggi e sono in questo momento in corso le operazioni di trasbordo da nave Aquarius verso due navi italiane: la Dattilo delle Guardia Costiera ed un pattugliatore della Marina Militare. Le due navi italiane ripartiranno a bordo circa 500 dei 629 migranti ospiti della Ong. Da bordo nave, l’equipaggio di SOS Mediterranee e lo staff medico di MSF ha fatto sapere che un centinaio di migranti non sono in condizioni di affrontare un trasbordo. Trasferimento da una nave ad un’altra, in alto mare e con condizioni meteo marine sempre più difficili. A bordo di nave Aquarius ci sono, tra i 629 ospiti, ci sono 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne in gravidanza. Categorie vulnerabili ed alle quali appare più che legittimo risparmiare lo sforzo, lo stress ed i rischi di un ulteriore trasbordo in alto mare. Negato però l’approdo in un vicino porto italiano per il centinaio di migranti in condizioni sensibili che si trovano sulla Aquarius. Solo alcuni migranti, quelli in condizioni particolarmente critiche per ustioni chimiche o ipotermia, potranno sbarcare nel vicino porto siciliano di Pozzallo. La nave noleggiata da SOS Mediterranee verrà “scortata” per una navigazione in pool con nave Dattilo e la nave della Marina Militare italiana fino alla costa sud della Spagna.

Il Mediterraneo centrale è in condizioni meteo molto pericolose e la navigazione mette in seria difficoltà anche navi di grossa stazza. Nave Diciotti, della Guardia Costiera italiana, malgrado dimensioni e peso, ha dovuto rallentare sensibilmente la propria velocità di crociera per raggiungere il porto di Catania. Nel porto etneo della Sicilia, domani mattina, approssimativamente intorno alle 8, dovrebbe ormeggiare la grossa nave della Guardia Costiera italiana con il suo carico di migranti soccorsi in questi giorni al largo della Libia da Ong ed altri attori. Sono 937 i migranti a bordo della Diciotti, per la quale non è in discussione il porto di approdo e sbarco. Il Governo italiano si è definito, ieri per voce del ministro dell’Interno Matteo Salvini, soddisfatto per il risultato che vede la Spagna accogliere i migranti rimasti bloccati per due giorni sulla Aquarius. Un primo timido tentativo di forzare la ricollocazione dei migranti già dal momento dello sbarco, aggirando così il Regolamento di Dublino che impone la richiesta di protezione internazionale o asilo nel Paese di primo approdo, era stato avviato già con la piccola Seefuchs, anch’essa nave da soccorso umanitario di una Ong. La piccola Seefuchs era rimasta in stallo, stracarica ed in balìa di un Mediterraneo in grave peggioramento meteorologico, al largo di Malta che aveva già in quel caso negato l’ingresso in porto per ragioni umanitarie di sicurezza. La Seefuchs era infine stata accolta nel porto di Pozzallo con il supporto di navi della Guardia Costiera pronte ad intervenire in caso di criticità incombenti che il sovraccarico dell’imbarcazione e le avverse condizioni meteo avrebbero potuto costituire.

La linea “dura” del Governo italiano ha raggiunto, secondo gli annunci degli stessi ministri, il risultato voluto. La Spagna aveva dato disponibilità, per ragioni umanitarie rivolte ai migranti sulla Aquarius e non nei confronti dell’Italia, dei porti di Barcellona – città amministrata dalla accogliente alcaldessa Ada Colau – e di Valencia. Anche la Corsica, a giochi fatti con la Spagna, aveva dato la propria disponibilità ad accogliere i 629 migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale. Salvini, con annesso entourage, anche di matrice pentastellata, sembra voler imporre la ripartizione dei migranti soccorsi dalle Ong in acque internazionali ancor prima di sedere al tavolo in cui si dovrà in futuro ridiscutere il Regolamento di Dublino. Una azione politica, non del tutto supportata da legittimità per Diritto internazionale, che anticipa anche la procedura proposta da anni dal Movimento Cinque Stelle che intendeva una ripartizione dei migranti sul territorio europeo entro i tre giorni dallo sbarco. Un evidente duro braccio di ferro con l’Unione europea che interrompe la disponibilità incondizionata dei precedenti Governi italiani verso Bruxelles. In questo momento sono comunque dure le critiche che il Governo sta ricevendo sull’azione politica che vede i migranti ostaggio degli scontri politici europei. Il Governo non sembra però voler impedire alle Ong di operare e non sembra in discussione una continuità di “respingimenti” operati dalla Guardia Costiera libica che il precedente Governo italiano, con il lavoro del ministro dell’Interno Marco Minniti, aveva messo in atto quale soluzione al problema flussi migratori che avevano acceso violenti dibattiti in Italia. Pronunciarsi su un epilogo però risulta azzardato. In corso ci sono infatti gli scontri tra l’Italia e l’Ue sulla gestione dei migranti ma anche sul Mef che dovrà essere approvato a breve e che riguarda quei conti su cui Bruxelles dovrebbe concedere maggiore flessibilità all’Italia. Nel frattempo da Madrid arriva, ancora prima che i migranti sbarchino in Spagna, la minaccia: l’Italia rischia responsabilità penali. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia spagnolo nel corso di una intervista rilasciata questa mattina alla stampa iberica.

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