Un anno stupendo

di Mauro Seminara

di Mauro Seminara

Esattamente un anno fa Mediterraneo Cronaca entrava a far parte della sconfinata galassia del web. Un infinito ed impalpabile universo di domini dei quali spesso non si conosce l’esistenza e nel quale un minuscolo granello di sabbia mediterranea si andava a collocare per la sua ambiziosa sfida. Un anno memorabile, fatto di sacrifici e dedizione ad un progetto che voleva mettere al centro le informazioni da condividere. Informazioni utili, al netto del gossip, dello sport e della mera dialettica politica che molto spesso ha poco o nulla in comune con la vera attività politica. Un’informazione di provenienza e riguardante quel continente fatto d’acqua salata che sta in mezzo ad Europa, Africa ed Asia e che un tempo fu il centro gravitazionale del commercio e della cultura. A volte questo genere di informazione è stata fornita, altre magari meno. Ma l’impegno c’è stato, e costante. Tanto che questo periodico, che pubblicava dal lunedì al venerdì, iniziò presto ad “uscire” anche il sabato. Dal pomeridiano passò a giornata intera. In qualche caso anche la domenica, per obbligo di tempismo, sono state pubblicate notizie. Per coprire un’ampia e completa informazione giornalistica, sette giorni su sette, serve però un’ampia redazione che possa seguire temi diversi ed anche turni diversi. Malgrado i limiti, Mediterraneo Cronaca ha fatto tanto. Spesso anche controcorrente e trattando temi che in questo civilizzato ed occidentale lato del mondo sono considerati tabù. Così si è visto il “pericolo” rappresentato dal sito internet Mediterraneo Cronaca .it, che su reti WiFi pubbliche è considerato “violento” e viene per questo bloccato. Si è visto che nei giorni in cui le notizie pubblicate erano di cronaca pura e semplice e riguardava il mondo “atlantico” le visualizzazioni di pagina salivano grazie alla indicizzazione dei motori di ricerca, ma quando in pagina trovavate notizie su chi finanziava i terroristi in Siria o sui casi di “false flag” in Inghilterra come in Medio Oriente, il sito spariva dall’orizzonte sui motori di ricerca e andava in shadow banning sul colosso dei social media. Lo shadow banning, per inciso, è quel “fenomeno” in virtù del quale, anche se a voi piace la pagina in oggetto e la seguite, scorrendo la hompage del libro su cui avete la faccia non troverete alcun post di Mediterraneo Cronaca. Anche se questo c’è e dovrebbe essere a voi visibile. Fierezza, anche quando si perdevano lettori.

Dopo un anno esatto dalla pubblicazione in rete di Mediterraneo Cronaca, i lettori sono arrivati a formare una nutrita comitiva di circa 5.000 amici al giorno. Amici, che seguono e che inviano anche attestati di stima per questa minuscola realtà. Minuscola, ma reale. Tanto reale da aver centrato almeno uno degli obiettivi che stavano alla base della sfida lanciata il 6 giugno 2017. Oggi, nell’epoca dei colossi dell’informazione per anni nutriti a contributi pubblici e bilanci passivi, degli editori politici o sponsor di uomini o partiti politici, di una casta strapagata per dirigere fogli di propaganda con stipendi che arrivano anche a 30mila euro al mese e di morti di fame pagati 3 euro ad articolo ma solo se questo verrà poi pubblicato (perché non basta sentirsi dire “si, scrivilo” dal caposervizio), in questa epoca di categoria professionale devastata, la sfida era quella di fondare Mediterraneo Cronaca. Una realtà non ancora iscritta al Tribunale quale testata giornalistica, ma con potenzialità da testata giornalistica futura, nazionale, internazionale, libera, autonoma, senza un padrone che ci ha messo su 50, 100, 500mila euro per vedere come va il primo anno ed eventualmente lasciare tutti in mezzo una strada e senza pagare i dovuti stipendi e le già svolte collaborazioni. Questo obiettivo è stato raggiunto. Voi ci siete e state leggendo questo articolo editoriale che vi parla in modo diretto di sfide e deliri di cui avete fatto parte. Nella sfida però ce ne era dentro un’altra, e quest’altra è stata miseramente persa. Mediterraneo Cronaca aveva la pretesa di essere una cattedrale che accogliesse tutti i rifugiati di questo meraviglioso quanto sacrificante mestiere. Un luogo in cui tutti i giornalisti di buona volontà, sfrattati o maltrattati da redazioni non interessate alla dignità economica e professionale dei propri collaboratori, avrebbero potuto trovare posto per costituire una super-cooperativa sparsa su tutto il territorio nazionale e non solo. Proprietari di ciò che, in quest’epoca di rapidi cambiamenti conseguenti alla velocità con cui procede l’innovazione tecnologica e si riconfigura la società civile, potrebbe essere una grande ed autorevole testata giornalistica del domani e nella quale poter lavorare con dignità invece che essere precari schiavetti. Strano ma vero: questo aspetto non è stato centrato.

Nel corso di questo anno è stato raccolto di tutto. Persone che preferiscono girarsi i pollici piuttosto che collaborare ad una propria impresa che ovviamente nella fase iniziale non può produrre reddito. Meglio non far nulla che scrivere gratis da socio, meglio scrivere cazzate a tre euro che scrivere gratis da socio nel tempo libero residuo, meglio non sapere che potrei essere socio di un giornale in cui lavoro piuttosto che scrivere gratis da socio. Ma questo non è tutto. Ci sono anche altri casi da menzionare. Come quelli di chi non intende scrivere o collaborare ma che pretende di essere socio, magari per “disporre” (qualora l’impresa portata avanti da altri andasse bene) di uno strumento per propri fini politici. Purtroppo, in questo grande e assurdo Paese ci sono personaggi di ogni genere. Ci si potrebbe ad esempio imbattere in quelli che magari partecipano ma in modo più o meno passivo, senza apportare contributi o iniziative editoriali, gestionali, economiche, commerciali. Perché questo è un Paese in cui tutti vogliono tutto e pronto, ben servito su un piatto d’argento con su scritto il proprio nome, senza fare alcuna fatica ma con facoltà di sputo nel piatto. E, soprattutto, potendo attribuire sempre a qualcun altro la responsabilità delle cose che, a giudizio dei super esperti della domenica, non vanno per il verso giusto. D’altro canto, come non si può riconoscere l’italiano medio in una simile descrizione? Tutti Mister della nazionale di calcio, bravi ad esultare quando il vero allenatore conduce la squadra alla vittoria ma molto più bravi a criticare ogni singolo presunto errore. Tutti Maradona/Bearzot insomma. Poi tutti esperti costituzionalisti, pronti a giudicare su temi che attengono al libro madre delle leggi italiane, anche se non lo si è mai aperto. Un popolo che pretende eroi della patria nei palazzi del potere, per missione dediti solo al benessere dei fancazzisti, e che per avere simili onesti ed altruisti governanti non si sforza più di qualche indignazione sui social, di un “Mi piace” o di una condivisione di una fake news, o nei casi limiti di minacce e turpiloqui virtuali. Poi, per il resto, il divano è troppo comodo ed è molto più saggio restarci spalmati su fino a che qualcuno non busserà alla porta per consegnare la certificazione di quote azionarie della Amazon in omaggio o un “Gratta e Vinci” vincente da 500mila euro già grattato in regalo. Perché è importante che sia già grattato, altrimenti non ci si prende mica la briga di grattarlo se non si ha la certezza assoluta che sia vincente e con un premio altissimo.

Ringraziando chi ha deciso comunque di fare un tratto di strada insieme, anche se brevissimo in certi casi, al primo bilancio annuale dell’esperienza intensa e rivoluzionaria di Mediterraneo Cronaca bisognerà rivedere alcuni aspetti delle pagine virtuali che di solito leggete ogni giorno. Qualcosa resterà, qualcosa andrà via, qualcos’altro…vedremo. Mediterraneo Cronaca ha pubblicato notizie, a volte tra i primissimi in Italia ed altre solo per dovere di completezza dell’offerta. Insieme a queste vi ha offerto spunti di riflessione diversi, per vedere le cose anche da altre angolazioni senza obbligatoriamente dover seguire il mainstream. Ha offerto a tutti voi delle rubriche, sul gusto, sulla cucina, di racconti, di cultura, di memoria civile e tanto altro; ha messo a vostra disposizione il servizio meteo in tempo reale dell’Aeronautica Militare, la diretta streaming dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica sempre sulla homepage, le notizie in tempo reale direttamente “dal palazzo” grazie alle corrispondenze capillari dell’Agenzia Dire mediante la quale abbiamo seguito in modo completo ed esaustivo questo delicatissimo momento della politica italiana. Adesso però è giunto il momento di rallentare un po’. Perché per reggere il ritmo medio di quindici o più articoli al giorno, migliorarne l’informazione e renderne stabile il rendimento serve una squadra di giornalisti. Per migliorare continuamente le prestazioni del sito e delle sue funzioni serve un webmaster e per migliorare le prestazioni dei giornalisti servono degli editor. Migliorato il rendimento serve poi rendere una vera testata giornalistica quotidiana questo periodico online che si chiama Mediterraneo Cronaca. Infine, non in ultimo per minore importanza ma solo per sequenza, serve una struttura imprenditoriale che monetizzi, come dovuto e per tutti quelli che ci lavorano, questo esperimento mediterraneo digitale. Degli imprenditori, che di mestiere fanno questo e non dei giornalisti che dovrebbero cercarsi sponsor invece che notizie. Per questi motivi oggi l’editoriale è di tono diverso dal solito e, forse, anche amaro. Per questi motivi oggi troverete qui un indirizzo di posta elettronica che non è quello della redazione a cui inviate commenti e comunicati. Per queste ragioni, con voi schiettamente condivise, l’invito è di scrivere e-mail con i vostri suggerimenti, le vostre idee, i vostri eventuali attestati di stima (che male non fanno) e le vostre proposte o candidature. Perché in questo momento Mediterraneo Cronaca è aperto e continuerà con la sua sfida, ma il suo peso non può stare su poche e stanche spalle a lungo. Quindi, prendete nota dell’indirizzo di posta elettronica e condividete tra amici, colleghi giornalisti, esperti web, grafici, pubblicitari e chiunque possa avere qualcosa da dare o che possa pensare di voler salvare questa sfida lanciata appena un intensissimo anno addietro.
info@mediterraneocronaca.it

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