Conte sale “a sorpresa” al Colle, scontro sull’economia

A sorpresa il presidente incaricato Giuseppe Conte sale al Quirinale. Oggi il primo ministro incaricato aveva avuto una lunga riunione alla Camera con Di Maio e Salvini. Resta il nodo del dicastero di Via XX Settembre

In copertina: Sergio Mattarella e Giuseppe Conte durante le consultazioni del 2018

di Luca Monticelli

A sorpresa il presidente incaricato Giuseppe Conte sale al Quirinale, prendendo in contropiede i partiti. L’ennesimo colpo di scena di una trattativa lunga che oggi ha visto Di Maio e Salvini confrontarsi alla Camera con il presidente incaricato. Restano sul tavolo numerosi nodi da sciogliere sulla squadra di governo. Primo fra tutti, appunto, il candidato all’Economia, Paolo Savona, che 5 Stelle e Lega continuano a vedere come la persona ideale per la scrivania di Quintino Sella, nonostante i dubbi del Quirinale. Prima di lasciare Montecitorio, però, è lo stesso leader del Carroccio a sembrare per la prima volta non più irremovibile: “Su Savona decide Conte”, ha detto.

Le altre caselle al centro del braccio di ferro sono gli Esteri e la Difesa. Alla Farnesina perde quota l’ipotesi Giampiero Massolo, mai digerito del tutto da buona parte del Movimento, e salgono le quotazioni di Pasquale Salzano, ambasciatore in Qatar e di Pomigliano d’Arco come Di Maio. Alla Difesa i 5 stelle puntano forte su Elisabetta Trenta.

Il super ministero Lavoro e Sviluppo economico dovrebbe toccare proprio a Di Maio, anche se i leghisti frenano perché vorrebbero il Mise. Alle Infrastrutture il favorito è Giuseppe Bonomi, ex manager di Sea e vicino al Carroccio. Per Matteo Salvini sembra ormai scontata la guida del Viminale e per Gian Marco Centinaio il Turismo. Giancarlo Giorgetti è destinato a ricoprire il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Il Movimento rivendica il ministero dell’Ambiente per l’ex generale di brigata dell’Arma dei carabinieri, Sergio Costa, che ha guidato l’inchiesta sulla Terra dei fuochi in Campania. Alle Riforme in pole c’è Danilo Toninelli; ai Rapporti con il Parlamento un altro fedelissimo di Di Maio: Riccardo Fraccaro; così come alla Giustizia Alfonso Bonafede.

Intanto, dovrebbe essere lunedì 28 il giorno del giuramento per il nuovo Governo. C’è ancora incertezza invece su quando il premier incaricato salirà al Quirinale per portare la lista definitiva dei ministri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con il giuramento dell’esecutivo lunedì, il primo voto di fiducia potrebbe essere già martedì 29 al Senato.

Luca Monticelli – Agenzia DIRE
www.dire.it

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