“Il metodo Falcone”, il documentario della Guardia di Finanza – VIDEO

Il trailer del documentario con le testimonianze di chi ricorda l’introduzione di un nuovo metodo di lavoro ed investigativo da parte del pool antimafia diretto da Antonino Caponnetto che portò Giovanni Falcone ad ottenere una squadra di finanzieri che lavorasse fianco a fianco con lui nel bunker dell’Ufficio Istruzione

In copertina: Ufficio Istruzione del Palazzo di giustizia di Palermo in un fotogramma del docuemntario

Alla vigilia del ventiseiesimo anniversario della Strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, la Guardia di Finanza proietterà nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Palermo un documentario dal titolo “Le Fiamme del Pool….sulle tracce dei tesori di cosa nostra”. L’iniziativa non rientra in una mera operazione di commemorazione protagonista ma richiama piuttosto il cosiddetto “Metodo Falcone”, 26 anni dopo la morte del giudice, riprendendo i preziosi insegnamenti della collaborazione tra le Fiamme Gialle ed il Pool antimafia diretto da Antonino Caponnetto e di cui fecero parte appunto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Anche il giudice ucciso in via D’Amelio si avvalse spesso e per delicate operazioni della Guardia di Finanza. Il perché di alcune missioni affidate a reparti diversi lo si comprenderà appunto nel documentario che racconta le ragioni ed i metodi del pool di magistrati che per primo e più di qualunque altro riuscì a mettere con le spalle al muro la mafia siciliana.

Fu Giovanni Falcone ad intuire la “dimensione unitaria di Cosa nostra”, e che bisogna cercare innanzitutto i soldi e gli affari per fermare le cosche mafiose. Così ottenne che una squadra di finanzieri dell’allora Nucleo Regionale di Polizia Tributaria lavorasse al fianco del pool, nel bunker dell’Ufficio Istruzione, per ricostruire le connessioni fra boss, clan e insospettabili complici che emergevano da una montagna di assegni al tempo appena sequestrati. Maria Falcone, sorella del giudice, ricorda che proprio «in quei giorni nacque il motto: “Segui il denaro, troverai la mafia”. Ancora oggi un punto di riferimento per una lotta fondamentale nel nostro Paese. Ma all’inizio le difficoltà furono tante: in una intervista del tempo, Paolo Borsellino sottolineò come in quei difficili anni ottanta il pool non avesse a disposizione neanche un computer.

Il video, realizzato dal Comando Regionale Sicilia con il prezioso contributo della Fondazione Falcone, prende le mosse dalla Palermo del 1983: una città insanguinata da una mattanza che sembra senza fine. Per l’occasione, saranno presenti il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci e il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi. “Le Fiamme del Pool….sulle tracce dei tesori di cosa nostra”, sarà proiettato alle 17,00 di domani, martedì 22 maggio, nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Palermo, nell’ambito dell’iniziativa in ricordo della figura di Giovanni Falcone promossa dalla Sezione Distrettuale palermitana dell’Associazione Nazionale Magistrati e dal Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza.

Il traile di Le Fiamme del Pool….sulle tracce dei tesori di cosa nostra

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