Inaugurata Ambasciata USA a Gerusalemme, bagno di sangue al confine con Israele

Proteste in strada a Gerusalemme per l’apertura dell’Ambasciata USA nella Città Santa e sulla linea di confine dove i palestinesi protestano dal 30 marzo con la Grande Marcia di Ritorno. Al confine oltre 900 feriti e circa 50 morti tra i palestinesi. Per l’inaugurazione dell’Ambasciata presenti Ivanka Trump e il marito Jared Kushner accompagnati dal segretario al Tesoro Steven Mnuchin

Circa cinquanta morti in un bilancio provvisorio che conta anche oltre 900 feriti. Tra le vittime anche sei minori. Accade tutto al confine con lo Stato di Israele, dove i palestinesi che il 30 marzo ha dato vita ad una protesta chiamata Grande marcia di ritorno hanno oggi manifestato contro l’apertura a Gerusalemme dell’Ambasciata statunitense da sempre dislocata – come quelle di tutti gli altri Paesi del mondo – a Tel Aviv. Tra i palestinesi che manifestano contro l’allontanamento forzato dal loro territorio, quindi contro lo Stato di Israele per la politica militare nella Striscia di Gaza, ci sono state numerose vittime. Il numero raggiunto oggi però è decisamente il più alto dall’inizio della protesta in un solo giorno di fuoco israeliano. I palestinesi, nel giorno dell’inaugurazione della nuova sede a Gerusalemme dell’Ambasciata USA, pare avessero tentato di avvicinarsi alla rete che separa l’area dei manifestanti dal confine dello Stato d’Israele.

A Gerusalemme, durante il fuoco aperto dai militari israeliani sui palestinesi, leader dello Stato di Israele insieme alla delegazione statunitense di cui hanno fatto parte anche il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e la figlia del presidente Donald Trump, Ivanka Trump, con il marito Jared Kushner, hanno preso parte alla cerimonia inaugurale per l’apertura dell’Ambasciata a stelle e strisce ormai ufficialmente trasferita nella Città Santa da Tel Aviv. Ad ufficializzare e porre il sigillo, oltre ai Trump rappresentati da Ivanka e consorte, anche lo stesso presidente Donald in video collegamento. La nuova sede dell’Ambasciata statunitense in Israele è stata così battezzata con il sangue in un giorno che sembra voler confermare la volontà di Washington di dar fuoco alle polveri in Medio Oriente con una posizione assolutamente non equilibrata in favore di Israele e in pieno corso di escalation sul fronte dell’Iran, vicino e nemico giurato di Israele, contro il quale è già partita la campagna accusatoria e di rottura dell’alleanza israelo-americana.

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