Caso Astral, interviene l’Italia e autorizza il trasbordo

Nessuna comunicazione dall’Inghilterra sul trasbordo dei 105 migranti soccorsi dalla Astral. Prima dell’arrivo di una seconda notte all’addiaccio è intervenuta l’Italia assumendo il coordinamento

In copertina: Un migrante a bordo del veliero Astral della Ong Proactiva Open Arms

Trascorreranno la notte al caldo, a bordo della Aquarius, i 105 migranti soccorsi ieri dal veliero Astral della Ong catalana Proactiva Open Arms. Da ieri l’equipaggio del vascello da soccorso attendeva indicazioni su un porto sicuro in cui condurre i migranti, non disponendo di spazio sotto coperta e scorte sufficienti per lunga permanenza a bordo di tutte quelle persone. L’Inghilterra, Paese di bandiera della Astral ed anche della Aquarius dell’Ong SOS Mediterranee, aveva verbalmente autorizzato un trasbordo sulla più grossa nave da soccorso. Ma dopo l’autorizzazione verbale, giunta alle quattro di questa notte, e l’avvicinamento della Aquarius per effettuare il trasbordo, l’Inghilterra non aveva più comunicato autorizzazioni formali di trasbordo con conseguente indicazione sul porto di approdo per la Aquarius. Intorno alle venti di oggi, lunedì, poco prima del completo buio nel Mediterraneo centrale, sullo stallo è intervenuta l’Italia a tutela delle 105 persone accampate all’addiaccio sul ponte del veliero.

Lo ha comunicato, formalmente alle due Ong e rispettivi equipaggi ed alla stampa, la Guardia Costiera italiana con la seguente breve ma incisiva nota: “Facendo seguito a quanto precedentemente comunicato, attesa la mancanza di indicazioni pervenute dallo Stato di bandiera dell’unità Astral, la Centrale Operativa della Guardia Costiera italiana, a tutela della salute e della sicurezza dei 105 migranti presenti a bordo, già provati dal salvataggio, in considerazione anche dell’approssimarsi delle ore notturne, ne ha autorizzato il trasbordo su nave Aquarius, unità di maggiori dimensioni, idonea ad accogliere in condizioni di sicurezza i naufraghi, nonché in grado di poter prestare agli stessi una adeguata assistenza sanitaria.”

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