La battaglia delle isole Egadi, tracce di storia lontana

E’ il 10 marzo del 241 a.C., un giorno che verrà considerato epocale per la storia della Sicilia. Si tratta del momento in cui l’isola diventa terra “occidentale”, entrando definitivamente nella sfera di influenza di Roma

In copertina: un rostro rinvenuto nel luogo della celebre battaglia delle Egadi – ph. Salvo Emma

di Roberto Greco

Dopo oltre vent’anni di scontri navali e terrestri, la Battaglia delle Isole Egadi segna il momento conclusivo della prima guerra punica. Cartagine è costretta a chiedere la pace e ad abbandonare definitivamente la Sicilia. E’ il 10 marzo del 241 a.C., un giorno che verrà considerato epocale per la storia della Sicilia. Si tratta del momento in cui l’isola diventa terra “occidentale”, entrando definitivamente nella sfera di influenza di Roma. Di tutto questo si discuterà venerdì 4 maggio 2018 alle ore 16,00, presso l’Arsenale della Marina Regia in via dell’Arsenale a Palermo, nel corso della “Giornata di studi” organizzata dalla Soprintendenza del Mare. Diversi gli interventi previsti. Dopo la relazione introduttiva di Sebastiano Tusa, titolare dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana che parlerà de “La Battaglia delle Egadi ritrovata”, farà seguito quella di Francesca Oliveri, della Soprintendenza del Mare, che affronterà il tema “Minima Aegatium. Considerazioni iconografiche, epigrafiche, etc.”. Il convegno continuerà con l’intervento di Roberto La Rocca, sempre della Soprintendenza del Mare, che relazionerà su “La battaglia delle Egadi: aspetti tecnici e metodologici delle ricerche”, inoltre Cecilia Buccellato, dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana parlerà su “La manifattura dei rostri delle Egadi”, e infine Stefano Zangara, del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, affronterà il tema “La Prima Guerra Punica: la supremazia militare e commerciale romana nel Mediterraneo attraverso le nuove sperimentazioni applicate alle ricerche marine”. Coordineranno i lavori Alessandra De Caro e Alfonso Lo Cascio della Soprintendenza del Mare.

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