Aldo Moro: comunicato numero 8

Il comunicato numero 8 delle Br e' stato trovato verso mezzogiorno del 24 aprile. Chiede in cambio di Moro la liberazione di 13 brigatisti detenuti, tra cui Renato Curcio. Zaccagnini riceve un' altra lettera di Moro, che chiede funerali senza uomini di Stato e politici

In copertina:l'onorevole Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978

di Roberto Greco

Il comunicato numero 8 delle Br e’ stato trovato verso mezzogiorno del 24 aprile. Chiede in cambio di Moro la liberazione di 13 brigatisti detenuti, tra cui Renato Curcio. Zaccagnini riceve un’ altra lettera di Moro, che chiede funerali senza uomini di Stato e politici

Il comunicato numero 8:

La risposta della Democrazia Cristiana

Alle nostre richieste del comunicato n. 7 la DC ha risposto con un comunicato di due frasi. Di questo comunicato si puo’ dire tutto tranne che e’ “chiaro” e “definitivo”. Nella prima frase la DC afferma la sua “indefettibile fedelta’ allo Stato, alle sue istituzioni, alle sue leggi”. Che di questo Stato della borghesia imperialista la DC e’ il pilastro fondamentale non e’ una novita’; le leggi dello Stato imperialista la DC non solo le rispetta ma, scegliendosi di volta in volta i complici, le leggi le fa, le impone, e le applica sulla pelle del proletariato. Basta ricordare l’ultimo pacchetto di leggi speciali varate con un decreto del governo Andreotti con cui si sancisce il diritto delle varie polizie del regime di perquisire, arrestare, torturare, chiunque e dovunque, senza alcun limite alla propria ferocia. Per fare queste leggi la DC e il suo Governo hanno impiegato poco piu’ di un quarto d’ora e i loro complici le hanno felicemente approvate. Quindi, la prima frase del comunicato della DC non dice con chiarezza assolutamente nulla rispetto alla nostra richiesta dello scambio di prigionieri politici. Da parte nostra riaffermiamo che Aldo Moro e’ un prigioniero politico e che il suo rilascio e’ possibile solo se si concede la liberta’ ai prigionieri comunisti tenuti in ostaggio nelle carceri del regime. La DC e il suo Governo hanno la possibilita’ di ottenere la sospensione della sentenza del Tribunale del Popolo, e di ottenere il rilascio di Aldo Moro: diano la liberta’ ai comunisti che la barbarie dello Stato imperialista ha condannato a morte, la “morte lenta” dei campi di concentramento.
Nessun equivoco e’ piu’ possibile, ed ogni tentativo della DC e del suo Governo di eludere il problema con ambigui comunicati e sporche e dilatorie manovre, sara’ interpretato come il segno della loro vilta’ e della loro scelta (questa volta chiara e definitiva) di non voler dare alla questione dei prigionieri politici l’unica soluzione possibile.
Da piu’ parti ci viene chiesto di precisare in concreto quali sono i prigionieri comunisti a cui la DC e il suo Governo devono dare la liberta’.
Innanzi tutto nelle carceri, nei lager di regime sono rinchiusi a centinaia dei proletari comunisti l’avanguardia del movimento proletario che lotta e combatte per una societa’ comunista. Tra questi ci sono dei condannati alla “morte lenta”: sono quei compagni che nel seno della lotta proletaria hanno imbracciato il fucile, hanno scelto di porsi alla testa del movimento rivoluzionario e di costruire l’organizzazione strategica per la vittoria della rivoluzione comunista e l’instaurazione del potere proletario.
Mentre ribadiamo che sapremo lottare per la liberazione di TUTTI i comunisti imprigionati, dovendo, realisticamente, fare delle scelte prioritarie e’ di una parte di questi ultimi che chiediamo la liberta’. Chiediamo quindi che vengano liberati: SANTE NOTARNICOLA, MARIO ROSSI, GIUSEPPE BATTAGLIA, AUGUSTO VIEL, DOMENICO DELLI VENERI, PASQUALE ABATANGELO, GIORGIO PANIZZARI, MAURIZIO FERRARI, ALBERTO FRANCESCHINI, RENATO CURCIO, ROBERTO OGNIBENE, PAOLA BESUSCHIO e, oltre che per la sua militanza di combattente comunista, in considerazione del suo stato fisico dopo le ferite riportate in battaglia, CRISTOFORO PIANCONE.
Chi cerca di vedere per il prigioniero Aldo Moro una soluzione analoga a quella a suo tempo adottata dalla nostra Organizzazione a conclusione del processo a Mario Sossi, ha sbagliato radicalmente i suoi conti. A questo punto le nostre posizioni sono completamente definite e solo una risposta immediata e positiva della DC e del suo Governo data senza equivoci, e concretamente attuata potra’ consentire ii rilascio di Aldo Moro.
SE COSI NON SARA’, TRARREMMO IMMEDIATAMENTE LE DEBITE CONSEGUENZE ED ESEGUIREMO LA SENTENZA A CUI ALDO MORO E’ STATO CONDANNATO.
La DC e il suo Governo nel tentativo di scaricare le proprie responsabilita’ incaricano (ma anche in questo caso non vogliono essere chiari) la Caritas Internationalis a prendere “contatti”.
Noi allo stato attuale delle cose non abbiamo bisogno di alcun “mediatore”, di nessun intermediario. Se la DC e il suo governo designano la Caritas Internationalis come loro rappresentante e la autorizzano a trattare la questione dei prigionieri politici, lo facciano esplicitamente e pubblicamente.
Noi non abbiamo niente da nascondere, ne’ problemi politici da discutere in segreto o “privatamente”.
Gli appelli umanitari – Alcune personalita’ del mondo borghese e alcune autorita’ religiose, ci hanno inviato con molto clamore appelli cosiddetti umanitari per il rilascio di Aldo Moro. Ne prendiamo atto ma non possiamo fare a meno di nutrire qualche sospetto; che cioe’ dietro il presunto spirito umanitario ci sia invece un concreto sostegno politico e propagandistico alla Democrazia Cristiana, e sia in realta’ un “far quadrato” intorno alla cosca democristiana come sta avvenendo per tutte le componenti Nazionali ed Internazionali della borghesia imperialista e delle sue organizzazioni, da quelle americane e quelle europee.
Ora queste insigni personalita’ hanno tredici nomi di altrettanti uomini condannati a morte, e per la liberazione dei quali hanno la possibilita’ di appellarsi alla DC e al suo governo in nome della stessa “umanita’”, “dignita’ cristiana” o altri “supremi ideali” ai quali dicono di riferirsi, dimostrando cosi’ la loro proclamata imparzialita’ ed estraneita’ ad ogni calcolo politico.
Sta ad essi ora dimostrare che il loro appello si pone veramente al di sopra delle parti e non e’ invece una turpe e subdola mistificazione, e che i nostri sospetti nei loro confronti sono soltanto dei pregiudizi.

LIBERTA PER TUTTI I COMUNISTI IMPRIGIONATI!
CREARE, ORGANIZZARE OVUNQUE IL POTERE PROLETARIO ARMATO!
RIUNIFICARE IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO COSTRUENDO IL PARTITO COMUNISTA COMBATTENTE!

Per il comunismo
Brigate rosse

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