Settantadue anni, e non sentirli: buon compleanno Vespa

No, non si tratta di Bruno Vespa, ma dello scooter brevettato il 23 aprile 1946 da Emilio Piaggio che ha cambiato la mobilità degli italiani

In copertina: la Vespa 98, progettata dall’ingegner Corradino d’Ascanio per la Piaggio

di Roberto Greco

Quando Emilio Piaggio chiamò Corradino d’Ascanio, importante ingegnere e progettista del tempo, la sua società aveva già realizzato un prototipo, denominato MP5. Si trattava di uno scooter provvisto di scocca in lamiera di acciaio autoportante con un ampio scudo anteriore, pedane poggiapiedi con tappetini in gomma e motore monocilindrico con cambio automatico e trasmissione a catena.

Emilio Piaggio (courtesy of Museo Piaggio)

Aveva però un difetto: un tunnel centrale rendeva difficile l’accesso al mezzo, dovendolo cavalcare quasi come una moto tradizionale. Il prototipo realizzato da d’Ascanio fu denominato, inizialmente, MP6. In comune con il primo prototipo aveva solo la scocca autoportante. L’MP6 era spinta da un motore monocilindrico di 98cc raffreddato ad aria, provvisto di un cambio manuale a 3 rapporti, trasmissione diretta alla ruota posteriore – senza catene e/o cinghie – accensione a volano magnetico, freni a tamburo sia davanti che dietro e ruote da 8 pollici facilissime da cambiare in caso di foratura. Altro elemento vincente del prototipo fu la mancanza del tunnel centrale. La leggenda narra che Emilio Piaggio guardandola e sentendo scoppiettare il piccolo motore, ebbe a dire “Sembra una vespa…”. Vero o no, il nome scelto è entrato subito nall’immaginario popolare e il prototipo dell’MP6 ha creato le basi per la creazione del mito Vespa, celebrato anche dalla cinematografia nazionale e internazionale. Tra i vari film ricordiamo Vacanze Romane, con Audrey Hepburn e Gregory Peck e Diario, di Nanni Moretti.

Diario di Nanni Moretti (1993)

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