Isis rivendica autobomba ad esercito di Haftar in Libia

Otto morti ed undici feriti nell’attacco kamikaze rivendicato dallo Stato Islamico nel nord della Libia. Fuoco incrociato nella nazione nordafricana dove il generale Haftar combatte i terroristi dell’Isis ad est di Sirte e gli americani uccidono i terroristi di al-Qaeda nel sud del Paese

Colpite le forze del generale Haftar con un attentato rivendicato dai combattenti del sedicente Stato Islamico in Libia. A farne le spese otto uomini dell’esercito di Khalifa Haftar ad un chekpoint nell’Ajdabiya orientale. Altri undici combattenti del generale di Bengasi sono rimasti feriti. La strage è avvenuta ieri mediante un’autobomba con conducente kamikaze. Dall’ospedale Ememary Emgaryef al momento non arrivano maggiori dettagli sulle condizioni dei feriti. L’attacco al convoglio militare di Haftar arriva dopo una settimana circa dal colpo messo a segno da un drone americano con cui sono stati uccisi due terroristi in Libia. Questi ultimi, secondo la stampa locale, sarebbero però da attribuire ad al-Qaeda e non direttamente al Califfato dello stato islamico. Tra i due combattenti uccisi dall’attacco americano ci sarebbe anche Musa Abu Dawud, un reclutatore della milizia terrorista. I due terroristi sarebbero quindi stati uccisi, nel sud della Libia, da un aereo americano mentre i militari dell’esercito libico di Haftar sarebbero stati uccisi – stando alla pronta rivendicazione – dallo Stato islamico nella regione dell’Ajdabiya, ad est di Sirte, dove l’esercito del generale combatte i terroristi del califfo.

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