L’Ue sanziona Libia “instabile” mentre l’Italia persegue Open Arms

Secondo l’Unione europea la Libia è un Paese in crisi ed instabile e sono state estese forti sanzioni a tre soggetti libici di alto profilo. Instabilità e crisi che non impediscono all’Italia accordi sui migranti con i libici

In copertina: I tre alti profili libici sanzionati dall'Unione europea

A causa “dell’ostruzione al processo di pace in Libia”, l’Unione europea ha esteso le sanzioni a tre alti profili libici. Le sanzioni imposte dall’Ue si estenderanno fino al mese di ottobre 2018 ed includono un divieto di viaggio negli Stati membri e il congelamento di beni per queste tre cariche istituzionali. I profili colpiti dalle sanzioni sono quelli del capo del Congresso Nazionale Generale, Nuri Abu Sahmain, del primo ministro del Governo della Salvezza, Khalifa Al-Ghwell, e del presidente della Camera dei Rappresentanti Aqiulah Saleh. La decisione è stata comunicata dall’Ue, che ha precisato che le sanzioni restano in vigore poiché la Libia è ancora in crisi ed instabile, lo scorso venerdì.

Procede intanto la Procura di Catania a carico della Ong catalana Proactiva Open Arms che lo scorso 15 marzo aveva soccorso 218 migranti in difficoltà rifiutandosi poi di consegnarli alla Guardia Costiera del Paese “in crisi ed instabile” che aveva assunto il coordinamento dell’operazione e minacciato di sparare sulla nave da soccorso umanitario. Le accuse di associazione per delinquere sono intanto cadute, mentre restano in piedi quella per il reato di agevolazione dell’immigrazione irregolare. Accusa che ha visto la convalida del gip per il sequestro della nave impiegata nel soccorso del 15 marzo ed approdata nel porto siciliano di Pozzallo due giorni dopo.

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