Che fretta c’era? “Benedetta” primavera!

Rubrica di Samantha Scala

di Samantha Scala

Sono appena rientrata. Per la prima volta dopo mesi, la temperatura della mia casa tanto grande da riservare un benvenuto sempre più “freddo” che all’esterno (almeno a riscaldamenti spenti), mi ha piacevolmente coccolata. Io ho ancora un abbigliamento invernale e il quadro della macchina segnava 28,5 gradi! Non sono pronta! No, non sono pronta alla primavera e al mio bilancio annuale! Perché un bilancio proprio il 21 marzo? Perché non a settembre quando riaprono le scuole o il primo gennaio? Perché il 21 marzo, primo giorno di primavera, alle 5:30 del mattino, di quasi (non ancora, l’ho detto che non sono pronta!) 43 anni fa, io nascevo.
Tra qualche giorno dunque spalancherò cuore e braccia al tiepido e discreto sole, alle gite fuori porta, ai pollini, al profumo di fiori (poco fa mi sono fermata sulla scala per ubriacarmi di essenza di gelsomino), alla Pasqua, alle calze leggere, alle camicie e anche alle t-shirt a maniche corte, al compleanno…
No! Al compleanno no. Non sono pronta! Lo avevo già detto?
Da qualche anno non lo aspetto più con trepidazione ma con ansia e il grosso numero sulla torta non è l’unico responsabile. Sono cambiate molte cose nella mia vita, ho perso auguri importanti che arrivavano già alla mezzanotte dalle stesse labbra che mi baciarono appena nata. Ma ho guadagnato auguri nuovi che mi ricordano quanto la vita tolga ma poi “provi” a restituire. Ogni anno però, torno indietro a quell’ingenuo fremere, ai prati con le violette (erano solo iris selvatici con poco profumo ma li amavo) che circondavano casa al posto dei palazzi, ai biglietti di invito alla festa disegnati “uno per uno”, al nuovo taglio di capelli…ai tortellini con panna e prosciutto.
Sì. Tortellini, confezionati, con la panna, la uht nel brick da 200 grammi, e il prosciutto cotto comprato alla bottega.
Era il mio piatto preferito e per il mio compleanno, non mancava mai. Mai.
Adesso non posso che sorridere di fronte ad un desiderio, amorevolmente esaudito, così semplice, poco pretenzioso.
Non ho sentimenti che mi allontanano da quella consuetudine nemmeno adesso che, al posto dei biglietti di invito, “uno per uno” faccio i tortellini. Impasto, stendo, taglio, farcisco e chiudo anche fino a 700 tortellini in un pomeriggio.
Non mi discosto da quel piatto fumante che mi aspettava tornata da scuola nemmeno adesso che, da purista, i tortellini li servo solo con brodo di cappone, a Natale e con il freddo (ok il freddo siciliano ma sempre inverno è).
Non prendo le distanze da quei ricordi perché, se “qualcuno” tornasse a prepararli per me, con la stessa semplicità e lo stesso amore, io farei ciò che non ho più fatto da allora: la sera, mentre gli altri guardano la TV, aprirei il frigo e, senza nemmeno la forchetta, mi avventerei su quei piccoli scrigni freddi, incollati, sapidi ma tanto, tanto carichi di strafottente gioventù!

Visto che per il brodo siamo già troppo avanti nella stagione, vi propongo una versione più semplice e fresca. Guardate il video sotto, potrebbe venirvi voglia di imparare a farli anche voi con le vostre mani.
Alla prossima settimana

Tortelloni alla curcuma con ricotta e spinaci

Preparazione:

Preparare la pasta amalgamando la farina con gli altri ingredienti con un robot da cucina o a mano. Aggiungere acqua fino a raggiungere un risultato elastico e compatto. Avvolgere la pasta nella pellicola e mettere a riposare.

Nel frattempo saltare in padella gli spinaci. Una volta raffreddati e strizzati, tritarli molto finemente e unirli alla ricotta, al parmigiano, noce moscata e uovo. Aggiustare di sale.
Procedere alla realizzazione dei tortellini (guardate il video sotto!)

Pochi, semplici e “amorevoli” gesti, completati da un letto di buona salsa di pomodoro (fresco se di stagione o una buona conserva fatta in casa) ed ecco un piatto raffinato ed equilibrato per le vostre domeniche, una serata intima o per soddisfare la voglia di mettervi alla prova.

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