Elezioni, la road map del Parlamento: prima seduta il 23 marzo

Giorgio Napolitano presiederà il Senato per l’elezione del nuovo presidente della Camera alta. Un vicepresidente uscente presiederà quella della Camera dei deputati. Il 23 marzo la prima seduta

Dopo le elezioni, ecco che in parlamento si prepara l’iter della XVIII legislatura della Repubblica italiana. L’avvio ufficiale ci sarà venerdì 23 marzo, quando Camera e Senato terranno la loro prima seduta per l’elezione dei rispettivi presidenti che, come prevede l’articolo 61 della Costituzione, deve essere convocata entro venti giorni dalla data del voto.
Ci saranno quindi tutta una serie di adempimenti burocratici che i nuovi parlamentari dovranno affrontare per poter svolgere le loro funzioni e che sono disciplinati puntualmente dai regolamenti delle due Camere: anzitutto l’elezione dei presidenti delle Assemblee; poi la Costituzione dei gruppi parlamentari; quindi i componenti dell’Ufficio di presidenza.

L’elezione del presidente della Camera

Avrà luogo per scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti la Camera. Dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti. La votazione si svolge mediante l’appello dei deputati, che ricevuta la scheda di voto, la compilano nelle apposite cabine e la depongono nelle urne. La seduta è comunque unica anche se la sua durata dovesse protrarsi per più di un giorno. Per l’elezione del presidente del Senato le operazioni di voto sono più veloci e dovrebbero concludersi in un paio di giorni (finiranno sabato 24 marzo). È infatti richiesta, da regolamento, la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l’assemblea nei primi due scrutini. Nel caso che questi ultimi non diano esito positivo, è sufficiente nel terzo scrutinio la maggioranza assoluta dei voti dei senatori presenti; qualora anche in questa votazione nessuno abbia riportato la maggioranza richiesta, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che abbiano ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. Durante tale seduta la presidenza è tenuta dal senatore più anziano d’età (toccherà quindi all’ex presidente della Repubblica e senatore a vita Giorgio Napolitano). Alla Camera invece toccherà a uno dei vicepresidenti della Camera della passata legislatura: si parte con quello eletto con più voti. Se tra i deputati non dovesse esserci nessun ex vicepresidente toccherà al deputato più anziano.

I gruppi parlamentari

Dopo l’elezione dei presidenti delle Camere, i parlamentari dovranno dichiarare a quale gruppo vogliono iscriversi. Da regolamento, per costituire un gruppo alla Camera servono 20 deputati, al Senato 10 senatori. Sono però possibili deroghe a discrezione delle presidenze in base ad alcuni criteri. I parlamentari che non fanno dichiarazione di appartenenza a nessun gruppo confluiscono nel gruppo Misto. Nella prima riunione ciascun gruppo nomina il proprio presidente, uno o più vice presidenti e un comitato direttivo. I gruppi sono soggetti fondamentali nella vita dei due rami del parlamento perché, attraverso i loro rappresentanti in Conferenza dei capigruppo, concorrono alla programmazione dei lavori.

Le consultazioni per il nuovo Governo

Completata la definizione delle nuove presidenze delle Camere e delle presidenze dei gruppi parlamentari, può aprirsi la fase delle consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione dell’esecutivo. Il capo dello Stato ha due opzioni: incarico esplorativo (se non fosse chiara una maggioranza) o incarico pieno per formare il nuovo governo. Nel frattempo il governo in carica, presieduto da Paolo Gentiloni, continuerà a disbrigare gli affari correnti.
Dopo l’incarico al nuovo presidente del Consiglio e la fiducia dei due rami del Parlamento, il governo potrà cominciare il suo lavoro e alla Camera e al Senato verranno costituite le Giunte, le Commissioni permanenti, quelle di vigilanza e controllo, oltre alle eventuali Commissioni d’inchiesta per l’avvio effettivo dei lavori.

L’ingresso degli eletti in Parlamento

A partire da lunedì 19 marzo i nuovi deputati e senatori possono cominciare a registrarsi in Parlamento: foto, consegna del tesserino da parlamentare e altri adempimenti.

Al Senato

L’accoglienza dei Senatori a Palazzo Madama inizierà alle ore 14.30 di lunedì 19 marzo e proseguirà tutti i giorni dalle ore 9 alle 20.30, fino alle 14.30 di sabato 24 marzo. Gli eletti saranno accolti all’ingresso del Senato dagli assistenti parlamentari che verificheranno l’identità con telegramma di convocazione e documento di identità. Dovranno quindi compilare un apposito foglio notizie e riceveranno le informazioni necessarie per i primi adempimenti. I senatori subentranti potranno effettuare le operazioni di accoglienza successivamente alla proclamazione, prevista nella seduta del 23 marzo.

Alla Camera dei deputati

Stesse modalità per l’accoglienza dei deputati alla Camera che inizierà sempre lunedì 19 ma si protrarrà fino a martedì 27, week-end compreso, tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 20.

Agenzia DIRE
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