USA e Russia mostrano i denti… e le armi

Dopo l’adozione della nuova politica statunitense sul numero dei missili nucleari “a carica ridotta” ma in numero sensibilmente più alto, la Russia presenta il suo “gioiello” antimissilistico e schiera in Siria per la prima volta i nuovissimi caccia bombardieri Su-57. Putin annuncia che non esiterà ad usare l’arma nucleare se gli Stati Uniti dovessero usarla contro la Russia o anche contro i suoi alleati

In copertina: Sistema missilistico nucleare russo in parata militare

Gli Stati Uniti hanno cambiato politica in fatto di armi nucleari ed il loro nuovo approccio prevede l’impiego di armi nucleari in risposta ad un eventuale attacco convenzionale. Il nuovo assetto statunitense prevede inoltre una nuova fase di proliferazione delle armi atomiche con l’espediente, che ritengono possa aggirare “l’ostacolo” di un maggior numero di missili ma a potenza atomica ridotta. Politica bellica che lascia intendere una preparazione americana a scontri massicci e su più fronti. Il presidente russo Vladimir Putin, in risposta alle nuove iniziative intraprese dagli Stati Uniti, ha dichiarato che la Russia, se attaccata con armi nucleari, non esiterebbe a rispondere con la stessa arma.

L’avvertimento è stato lanciato da Putin giovedì, e nella stessa occasione ha presentato una serie di nuovi avanzati sistemi d’arma strategica in grado di fornire una forza di difesa anti-missilistica “di cui gli Stati Uniti attualmente non sono in possesso”. “È mio dovere dichiararlo: qualsiasi utilizzo di armi nucleari contro la Russia o contro i suoi alleati, sia su piccola scala, su scala media o su qualsiasi altra scala, sarà trattato come un attacco nucleare al nostro Paese. La risposta sarà immediata e con tutte le conseguenze rilevanti “, ha avvertito Putin.

Una coppia di nuovi caccia Su-57 russi in volo
Dietro l’insistenza dei media interessati ai caccia russi della quinta generazione Su-57, sui quali circolava voce di test in corso, il ministro della Difesa russo ha confermato che due sono stati schierati per operazioni-test in Siria. Tuttavia, ha precisato il ministro, “erano lì solo per due giorni di combattimento e qualche altro test.
Rapporti precedenti, basati su filmati che pare mostrassero l’aereo Su-57 in Siria e sull’interpretazione di immagini satellitari dell’intelligence israeliana, hanno sostenuto che fossero invece quattro i Su-57 schierati nella base aerea russa di Khmeimim. “Erano davvero lì. Non per molto, solo due giorni. Durante questo periodo hanno condotto un programma di prove, incluso una prova di combattimento “, ha detto giovedì ai giornalisti il ministro della Difesa Sergey Shoigu.

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