Tre milioni di euro di fondi UE frodati in Sicilia, strade interpoderali mai fatte

Nove milioni di truffa all’Unione europea e allo Stato italiano scoperti dalla Guardia di Finanza di Enna. Denunciate 35 persone coinvolte in truffa aggravata, autoriciclaggio e falsa fatturazione

In copertina: Strada interpoderale nella provincia di Enna documentata dalla Guardia di Finanza

Con l’operazione denominata “Ruris”, la Tenenza della Guardia di Finanza di Nicosia ha scoperto una considerevole truffa al bilancio dell’Unione europea, pari a circa 3 milioni di Euro, che vede coinvolti trentacinque soggetti per reati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false ed emissione di fatture false. I finanziamenti, indebitamente percepiti da associazioni agricole e soggetti economici delegati all’esecuzione dei lavori, erano destinati al rifacimento di strade interpoderali nel territorio di Nicosia e alla realizzazione di nuove infrastrutture viarie volte a migliorare la viabilità locale. La frode era sostanzialmente basata su false fatturazioni. Le imprese appaltanti, infatti, in accordo con i responsabili delle associazioni beneficiarie dei contributi e con la connivenza dei direttori dei lavori, emettevano fatture false per lavori mai eseguiti e materiale mai fornito.

Parallelamente, per abbattere l’imponibile, e così sottrarsi ad una maggiore tassazione, le imprese appaltanti utilizzavano a loro vantaggio fatture per operazioni inesistenti per giustificare l’acquisto di materie prime potenzialmente necessarie per edificare le opere rurali appaltate, emesse in taluni casi dagli stessi associati. L’attività di polizia economico-finanziaria ha consentito ai militari di rilevare significativi flussi di denaro che i soggetti investigati hanno puntualmente reimpiegato mediante la creazione di “fondi neri”, nell’intento di occultarne la provenienza. In tal modo i soggetti si sono resi responsabili del reato di autoriciclaggio, innovativa fattispecie criminosa recentemente introdotta nell’ordinamento giuridico italiano. L’indagine ed i successivi riscontri di natura amministrativo-fiscale, hanno permesso di portare alla luce un’ingente truffa ai danni dello Stato e dell’Unione Europea che ammonta a circa 9.000.000,00 di euro, tra contributi comunitari per circa 3milioni, evasione d’imposta per altri 2milioni e danno erariale.

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