Gioia Tauro ancora porto della cocaina, sequestrati altri 74 kg

In un container vuoto i 65 panetti di cocaina che avrebbero fruttato sul mercato 14 milioni di euro. Nel 2017 sono stati sequestrate quasi due tonnellate di cocaina nello scalo commerciale calabrese

In copertina: Sconfinata distesa di container nello scalo commerciale calabrese di Gioia Tauro

Gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – hanno individuato e sequestrato questa settimana un altro ingente carico di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro. Dopo aver concluso l’anno 2017 con una serie record di sequestri, che ha consentito di sottrarre alla disponibilità della criminalità organizzata e alle piazze di spaccio un quantitativo di poco inferiore alle 2 tonnellate di polvere bianca purissima, le attività d’indagine ed il continuo monitoraggio dei traffici di merci provenienti dalle aree ritenute a rischio per il traffico di sostanze stupefacenti, hanno consentito ai finanzieri e al personale delle Dogane di mettere a segno il primo rilevante sequestro del 2018 nello scalo gioiese.

Lo stupefacente è stato rinvenuto all’interno di un container vuoto. Le attività sono state eseguite attraverso una serie di incroci documentali e successivi controlli di container sospetti compiuti anche con le unità cinofile della Guardia di Finanza. La cocaina sequestrata, suddivisa in 65 panetti, per un totale di 74,025 kg, avrebbe fruttato, con la vendita al dettaglio, oltre 14 milioni di euro. L’attività delle Fiamme Gialle in sinergia con l’Agenzia delle Dogane, si inserisce nell’ambito della più generale intensificazione delle attività di controllo volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nel porto di Gioia Tauro che si conferma, malgrado i continui risultati messi a segno contro il malaffare della ‘ndrangheta, nodo di primario interesse per gli illeciti affari della mafia calabrese.

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