Altri 150 profughi dai lager libici accolti in Italia

Evacuati in Niger 772 rifugiati e 312 fino ad ora sono stati accolti in Italia. Ieri sera il volo italiano a Pratica di Mare con il secondo gruppo salvato in partnership con Unchr e Cei ed accolti in Italia mediante Caritas

In copertina: l'arrivo di ieri a Pratica di Mare dei 150 profughi evacuati dalla Libia con corridoi umanitari

Dal mese di novembre, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, ha evacuato dalla Libia più di 1.000 rifugiati altamente vulnerabili e sta individuando per loro soluzioni durature in Paesi Terzi. Martedì un volo ha portato 128 rifugiati da Tripoli a Niamey, in Niger, e ieri, mercoledì 14, con un secondo volo sono arrivati a Roma da Tripoli 150 rifugiati. In totale in tre mesi sono quindi 1.084 le persone rifugiate che sono state evacuate dall’inizio delle operazioni dell’UNHCR. “Queste evacuazioni hanno portato una nuova speranza nelle vite di oltre 1.000 rifugiati che erano detenuti in Libia in condizioni di estrema sofferenza. Entro la fine del 2018 speriamo di evacuarne almeno altri mille”, ha dichiarato Vincent Cochetel, Inviato Speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale.

Sono atterrate ieri sera all’aeroporto di Pratica di Mare a bordo di un charter noleggiato dall’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite le 150 persone individuate nei centri libici dallo stesso Unhcr e poi identificate e autorizzate dall’ambasciata italiana a Tripoli. Si tratta di persone in condizioni di vulnerabilità, 73 donne, 59 uomini e 18 minorenni di nazionalità eritrea, somala, etiope e sud sudanese, tutti provati da un lungo periodo in condizioni di detenzione, e con i requisiti per essere accolti come rifugiati. Sono potuti entrare legalmente in Italia attraverso il corridoio umanitario aperto grazie alla cooperazione tra i Ministeri dell’Interno e degli Esteri, la Conferenza Episcopale Italiana che ha operato mediante Caritas e l’Alto Commissariato per i rifugiati. Sono in tutto 312, i rifugiati evacuati direttamente in Italia. Dopo l’arrivo a Roma, i rifugiati sono stati sottoposti a controlli medici ed è stato dato loro un pasto caldo e vestiti pesanti prima di cominciare con le procedure di identificazione. Saranno accolti in centri messi a disposizione dalla Cei tramite Caritas italiana. L’operazione, seconda tappa di un percorso di accoglienza attraverso canali legali, sarà seguita da altre missioni umanitarie in relazione alle disponibilità di accoglienza.

Grazie alla collaborazione dei partner dell’UNHCR e al supporto cruciale del governo del Niger, i 128 rifugiati evacuati martedì 13 febbraio in Niger stanno ricevendo accoglienza in strutture dedicate a Niamey, dove è stata fornita loro assistenza e sostegno psicologico in attesa di essere trasferiti attraverso il reinsediamento o altre soluzioni durature. Sono 772 i rifugiati finora evacuati in Niger, tra loro famiglie, madri sole con bambini e minori non accompagnati o separati. “Queste evacuazioni sono l’esempio migliore dell’impatto che la solidarietà internazionale può avere sugli stessi rifugiati, tuttavia bisogna fare molto di più. Finora sono solo 16.940 i posti messi a disposizione per il reinsediamento nei 15 principali Paesi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, tra questi Libia e Niger. L’UNHCR chiede a tutti i Paesi di rendere disponibili altri posti in modo che si possa trovare una soluzione concreta per molti altri rifugiati che sono ancora in Libia,” ha aggiunto Cochetel.

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