Curiosità dal Festival di Sanremo: da Lampedusa ai The Jackal e … “Gnigni”

Tre artisti legati a Lampedusa per storia o esperienze come Mario Biondi ed il direttore artistico Claudio Baglioni. Dietro le quinte del “gnigni” pronunciato sul palco dell’Ariston grazie all’operazione dei The Jackal

In copertina: Mario Biondi, Claudio Baglioni e Alberto Cazzola di Lo Stato Sociale

Questa sera sapremo chi ha vinto questa edizione del Festival di Sanremo tra gli artisti big in gara. Di certo, tra gli artisti big, sappiamo già che uno ha vinto già dalla prima serata ed è Claudio Baglioni. Il direttore artistico del 68° Festival della Canzone italiana si è attestato su uno share mai inferiore al 51%. Mentre l’esperienza sanremese volge al termine abbiamo trovato però interessanti curiosità dietro le quinte del teatro Ariston. La prima riguarda il rapporto che quest’anno lega il Festival a Lampedusa e che ha tenuto sull’isola l’intera popolazione insulare incollata al teleschermo. Il Festival diretto e condotto da Claudio Baglioni era già un motivo più che valido perché sull’isola non si cambiasse canale per nessuna ragione, ma i fili che legano Lampedusa a Sanremo sono più di uno. L’altro è ad esempio Mario Biondi. L’artista catanese Mario Ranno, in arte Mario Biondi, a Lampedusa ci si è esibito per anni e molti lo ricordano ancora al “13.5” intrattenere i turisti con la sua voce unica. Lo ha fatto dal 1999 fino al 2005, l’anno successivo è uscito “This is what you are”, e l’ascesa del Barry White siciliano da quel momento è stata inarrestabile. Se Lampedusa ha rappresentato una buona palestra ed un fortunato trampolino di lancio per Mario Biondi, come per Loredana Errore anche se non in gara a Sanremo, per Lo stato sociale può semplicemente essere stata un portafortuna. La band bolognese a settembre dello scorso anno aveva girato il video di “Socialismo Tropicale” interamente a Lampedusa. “Socialismo Tropicale – scriveva la stessa band pubblicando a fine anno il video – è rimasta fuori dal nostro ultimo disco perché sapevamo che non poteva essere una canzone in mezzo ad altre”.

La band, coerente con il proprio impegno sociale, aveva pubblicato il video diretto da Davide Spina alla fine dell’anno accompagnandolo con questo commento: “In questo momento l’Unione Europea e il governo italiano, attraverso il ministro della difesa Minniti, si vantano del calo degli sbarchi di migranti sulle nostre coste, addirittura il 70% in meno. Non dicono che i rifugiati trattenuti in Libia versano in “condizioni disumane”, come dichiarato dall’ONU. Non dicono neanche che per chi riesce a tentare l’attraversamento del Mediterraneo perdere le vita è diventato ancora più facile.
Di tutto questo il nostro paese è complice.
Questo video vuole essere una piccola cosa per ricordarci quanto sia importante restare umani e prenderci la responsabilità di un primo passo verso l’altro e non rinchiudere le nostre vite dentro le mura di casa.”

Altra curiosità del dietro le quinte dell’Ariston riguarda quei messaggi incomprensibili agli spettatori del Festival che non conosco The Jackal. Quel “Gnigni” pronunciato da Pierfrancesco Favino e da Giuliano Sangiorgi insieme al “Ciao Fru” con cui Nina Zilli ha salutato Favino a fine esibizione erano però comprensibilissimi ai milioni di fans del gruppo napoletano che su YouTube totalizzano milioni di visualizzazioni ad ogni video pubblicato. Per comprendere di cosa si sta parlando bisogna fare un passo indietro e tornare a cinque giorni dal Festival.

L’operazione Sanremo 2018, con la complicità dell’ostaggio Pierfrancesco Favino, ha avuto un successo tale da aver coinvolto spontaneamente anche altri artisti che su questo esperimento hanno giocato sul palco dell’Ariston. “Gnigni” rischia quindi di diventare il tormentone dell’anno e questa edizione del Festival di venire ricordata anche per l’edizione del “Gnigni”, confermando quindi la genialità dei The Jackal che da “Gli effetti di Gomorra sulla gente” e “Despacito”, mettono in fila soltanto successi. Nel caso di Despacito, il video ha avuto un tale successo da raggiungere anche il sud America e far si che Luis Fonsi in persona prendesse parte al video 2.0 sulla sua canzone quale special guest insieme ai The Jackal.

Se avete voglia di farvi quattro risate potete scoprire il canale YouTube dei The Jackal

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