Lutto per Save the Children, tre i morti e quattro feriti

Le vittime dell’attacco subito a Jalalabad da Save the Children sono tre. Quattro membri dello staff sono rimasti feriti. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis. Lutto dell’Ong su sito web e account social

In copertina: La veste a lutto del sito web di Save the Children per i colleghi uccisi in Afghanistan

Da oggi l’homepage del sito internet e gli account social di Save the Children diventano neri in segno di cordoglio per le vittime dell’attacco di oggi e per tutti gli operatori umanitari che nel mondo hanno perso la vita mentre lavoravano per proteggere i bambini e le loro famiglie. Questa la decisione dell’Organizzazione mondiale che dal 1976 opera in 16 delle 34 province dell’Afghanistan realizzando interventi sanitari salva-vita e progetti di educazione, nutrizione e protezione dell’infanzia che hanno contribuito a salvare la vita a milioni di bambini. In seguito a quanto accaduto oggi Save the Children ha temporaneamente sospeso le operazioni in tutto il Paese, ma – come confermato dal direttore generale Valerio Neri – “continuiamo ad essere impegnati per supportare i bambini più vulnerabili in Afghanistan.”

Le vittime dell’attacco subito a Jalalabad da Save the Children sono tre. Questo il dato ufficiale confermato dall’Organizzazione mondiale al termine di una orribile giornata in cui l’Isis ha attaccato un compound ferendo inoltre quattro membri dello staff. “Siamo sconvolti e inorriditi dalla violenza contro il nostro staff ma determinati a riprendere quanto prima le nostre attività nel Paese”, affermano dall’Organizzazione. “L’Afghanistan rimane uno dei Paesi peggiori dove essere bambini e crescere”, affermano dall’ufficio stampa di Save the Children. “Le prospettive economiche – continua l’Organizzazione – sono deboli e quasi il 40% della popolazione vive in condizioni di povertà. Vi è un difficile accesso all’educazione a causa delle violenze, inoltre il sistema sanitario e di protezione sono insufficienti e i rischi legati alla salute elevati.”

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