Chi c’è-c’è!

Rubrica di Samantha Scala

In Sicilia, nell’usare la parola “freddo”, si rischia quasi una denuncia per appropriazione indebita. Gli abitanti dei paesi Etnei avrebbero di certo un’attenuante ma io, che vivo di mare e “sul mare”, no.
Eppure io, vi dico davvero, il freddo lo sento. Lo sento e non mi dispiace affatto!
Adoro avere il pretesto di una morbida coperta sul divano, a nascondere pop corn e di essi gli effetti su un corpo più rotondo.
Adoro avere il pretesto di poter non uscire quando sento forte lo scrosciare della pioggia. Io, che non sono mica pantofolaia no, io ho proprio i piedi a forma di pantofole!
Adoro avere il pretesto, ammesso che sia necessario, di tirare fuori la pentola di coccio con i suoi figlioletti, mettermi ai fornelli e preparare una calda, sana e confortante “pasta e ceci”.
Pochi grassi, molto nutriente e tanto gusto. Questo piatto cambia nome viaggiando per la nostra splendida penisola: che siano “lagane e ceci” o “ciceri e tria”, si tratta sempre della stessa meraviglia di sapori. Un giusto equilibrio per coccolarsi in queste giornate di inverno.
Questo piatto è per me scrigno di segreti tramandati.
Quella di mettere i ceci a mollo in acqua fredda con almeno 12 ore di anticipo è prassi assai nota, scritta spesso anche nello stesso pacchetto dei ceci secchi se acquistati confezionati.
Ma spesso c’è di più, e la mia piccola “alchimia”,quel segreto tramandato che vi svelo, permette di avere ceci morbidi ma integri, senza antiestetiche pellicine vaganti per il brodo e, cosa non meno importante, saranno perfettamente cotti in mezz’ora.

Fuori piove, lo abbiamo già detto. Che fa freddo? Facciamo tutti finta di sentirlo e prendiamoci ancora un po’ di tempo: impastiamo! Eh sì, perché i maltagliati impastati a mano sono proprio…com’è che si diceva? Sì, proprio la morte sua. Dei ceci, s’intende. Dunque chi c’è? Chi c’è c’è, io procedo.
Buone coccole a tutti.

La ricetta:

Preparazione dei maltagliati
In una spianatoia o in una capiente ciotola versare la farina, rompere al centro le uova, aggiungere un cucchiaio di acqua e uno di olio.
Iniziare a lavorare il composto con una forchetta poi continuare con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprire con della pellicola e tenere da parte.

Preparazione della zuppa
Dopo aver tenuto a mollo i ceci per 8/12 ore in acqua, scolarli bene e “massaggiarli” con poco bicarbonato (circa 1 cucchiaio ogni 500 grammi di ceci). Non esagerare con le dosi di bicarbonato, non tanto per il sapore salino quanto piuttosto per un retrogusto “di sapone” che potrebbe lasciare alla preparazione.
Coprire con un canovaccio umido e lasciare riposare per un’ora.
Nel frattempo preparare un brodo con acqua, (circa 4 volte il peso dei ceci), sale, cipolla, prezzemolo, sedano e pomodoro.
Tuffare i ceci ben risciacquati (ben risciacquati!) nel brodo bollente ed evitare di mescolare per almeno mezz’ora.
Una volta cotti, frullare metà dei ceci, riversarli nella zuppa insieme ad un rametto di rosmarino. Aggiustare di sale.

Riprendere la pasta e iniziare a tirarla, con il mattarello oppure con la sfogliatrice.
Tagliare a losanghe verticali e di nuovo formando dei rombi irregolari (maltagliati).

Versare la pasta nella zuppa bollente e cuocere per circa due minuti.

Servire in piatti, magari di coccio, aggiungendo un giro di olio a crudo e una grattata di pepe nero.

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