Altro naufragio al largo della Libia, l’anno inizia molto male

Terzo grave disastro nel contesto dell’emergenza umanitaria che continua ad interessare la Libia ed il Mediterraneo centrale. Tra 90 e 100 i dispersi secondo la Guardia Costiera libica. Solo 16 i superstiti

Cresce il drammatico bilancio di questo inizio anno con un altro disastro nel Mediterraneo centrale. Sarebbero infatti verosimilmente un centinaio i migranti dispersi al largo della costa della Libia. La notizia viene confermata dalla Guardia Costiera libica che ieri mattina è intervenuta per fermare dei gommoni salpati durante la notte da Khoms. “Abbiamo trovato la barca dei migranti alle dieci di questa mattina (ieri, ndr), era affondata e abbiamo trovato 16 migranti. Gli altri erano tutti scomparsi e sfortunatamente non abbiamo trovato corpi o altri sopravvissuti “, ha detto Nasr al-Qamoudi, ufficiale della Guardia Costiera, in una dichiarazione raccolta dall’agenzia Reuters. I gommoni fermati dalla Guardia Costiera libica sono tre e circa trecento le persone riportate a terra. Tra le tre barche una era quasi completamente affondata ed a quel che rimaneva a galla del gommone erano aggrappate 16 persone. La temperatura del mare non poteva consentire lunghe attese in mare da parte dei naufraghi che con tutta probabilità sono stati accolti sul fondo del Mediterraneo. Lo stesso non-luogo di sepoltura dei cento ed oltre dispersi dei giorni scorsi.

Nel solo fine settimana appena trascorso sono stati appunto circa un centinaio i migranti dispersi al largo della Libia; 64 sarebbero quelli del gommone soccorso sabato dalla Guardia Costiera italiana e di svariate decine si parla invece nel caso della barca soccorsa domenica dalla Guardia Costiera libica. Dieci invece è il numero delle salme che il Mar Mediterraneo non ha tento nel suo abisso. Otto di questi è sono stati recuperati da nave Diciotti della Guardia Costiera italiana e sbarcati nel porto siciliano di Catania. Due invece sono le donne che la Guardia Costiera della Libia ha preso a bordo e sbarcato nel Paese da cui tentavano di fuggire. La diversificazione dei porti di lancio delle barche della morte rende ancora più difficili i soccorsi essendo molto più ampia la costa da pattugliare. I gommoni delle tragedie di sabato e domenica erano salpati da Garabulli, ad est di Tripoli. Ad est della capitale anche il gommone affondato da cui sono stati recuperati solo i 16 superstiti, salpato da Khoms. Le altre due barche su cui ieri è intervenuta la Guardia Costiera libica erano invece partite da Zawiya, ad ovest della capitale.

Il trend di questo inizio anno ripercorre quello dei primi dieci giorni del 2017, ma con un evidente aumento, anche delle vittime. Nei primi dieci giorni dello scorso anno erano infatti arrivati in Italia 729 migranti; in questi primi dieci giorni ne sono invece arrivati 480, ma circa 800 sono stati soccorsi o fermati dalla Guardia Costiera libica e ricondotti in Libia. Le vittime dei primi dieci giorni di quest’anno sono dieci accertate e circa duecento i presunti dispersi; non risultano invece naufragi conosciuti nello stesso periodo dello scorso anno.

1 Commento

  1. Gli italiani sono feriti da quello che sta avvenendo non lontano dalle coste libiche.Minniti non doveva prendersi la responsabilità di fermare i migranti.Doveva rendere loro più sicura la via e affidarsi sopratutto alle ong italiane e straniere.Che vada lui ed il governo a ramengo,Come diceva Turoldo,se un uomo non è di pace,non è un uomo.Qui si vuol accontentare la destra italiana ed egoista.

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