I migliori film usciti nel 2017, ma non tutti ancora visibili in Italia

Rubrica culturale di Roberto Greco

Ricorderemo il 2017 come l’anno in cui i blockbuster hanno dovuto finalmente fare i conti con film più introversi e autorali. Siamo ancora in attesa dell‘arrivo dagli Stati Uniti del nuovo lavoro di S. Craig Zahler, “Brawl In Cell Block 99” che vede un Vince Vaughn forse non al massimo della sua espressività, ma si tratta di un lavoro che dimostra e conferma non solo il talento di Zahler dopo l’ottimo “Bone Tomahawk”, ma la sua capacità di scrivere nuove pagine nel cinema di genere. Candidato italiano agli Oscar nella categoria “Miglior film straniero” è il nuovo lavoro di Jonas Carpignano, una rivelazione che ci arriva anche grazie a Martin Scorsese che ha coprodotto “A ciambra”. Si tratta di cinema etnografico, che trasforma la realtà in qualcosa di filmico.

A ciambra – official trailer

I protagonisti non sono attori ma veri zingari calabresi, come i loro personaggi e, benché non recitino se stessi, di certo portano se stessi, loro vita, i loro ambienti e le loro parole nel film. Il trionfo di “A ciambra” è quello di raccontare qualcosa di mai visto prima, unendo le storie da cinema con una strana forma di plausibilità, come se tutto sembrasse davvero essere accaduto. In questo modo il salto di qualità non lo fa il rigore della ricostruzione, ma il fatto che ci sia una storia che sembra ancora più clamorosa grazie a questo rigore. Pur non riuscendo a replicare le invenzioni estrose de “Il labirinto del fauno”, Guillermo Del Toro, il suo cinema, fatto di mostri, torna ad essere di altissimo livello. Con “La forma dell’acqua”, Del Toro porta alle estreme conseguenze la sua filosofia burtoniana, per la quale i mostri sono migliori degli uomini, girando una love story che si spinge fino agli atti sessuali, dimostrando così di essere anche un regista sentimentale di serie A. Sperando in un buon piazzamento agli Oscar, la distribuzione italiana ancora non l’ha fatto uscire.
Perché il cinema continua a proporci storie di borgata? Perché i film sono così innamorati di protagonisti marginali dal dialetto ostentato e dalla vita tragica?

Cuori puri – official trailer

Roberto De Paolis, alla sua opera prima, riesce involontariamente a dare una risposta. “Cuori puri” non si poteva girare in altra maniera, ma solo attingendo al bacino di storie che si svolgono al margine di tutto, solo con personaggi così ingenui e preda dell’odio razziale o del fervore religioso imposto per ignoranza, si poteva arrivare a fare questa ordinaria poesia del quotidiano. Ci vuole un tocco particolare e una sensibilità elevatissima per fare del clichè una virtù, e quando arriviamo alla radice della purezza di questi cuori si ha l’impressione che un traguardo sia stato tagliato proprio accostando il pudore al sentimento. Corona il suo sogno, durato decenni, Martin Scorsese che realizza “Silence”, storia di padri gesuiti che vanno a recuperare uno di loro nel Giappone del 1800 perché pare abbia abiurato. Lì trovano una sorta di percorso di personale santità, fino a capire il perché dell’abiura. Niente Hollywood, niente Stati Uniti, “Silence” è una produzione indipendente in cui Scorsese fa Scorsese al meglio, un film pieno d’ispirazione, traboccante di fede. “Logan” è sicuramente il cinefumetto più maturo, audace e importante che sia mai stato girato. Wolverine nel futuro è vecchio e sta per morire. Logan, non più Wolverine, non crede più a nulla, vede solo morte ovunque ma decide che farà per l’ultima volta la cosa giusta.

La La Land – official trailer

Campione dell’anno, trionfatore agli Oscar in quasi tutte le categorie, amatissimo e odiato in pari maniere, è uscito nelle sale “La La Land”. Ha rivitalizzato il musical cambiandone le regole, attualizzandolo a partire proprio dalla musica, cambiando quel che sappiamo delle storie che si raccontano, come lo si fa e con che piglio. Damien Chazelle dopo “Whiplash” continua a raccontare la tenacia umana di fronte al desiderio di arrivare, il talento che morde il terreno e l’amore che si batte per non essere messo da parte, ma se in quel film lo faceva con la metafora del combattimento, del sangue e del dolore fisico, qui lo fa con quella dei colori, i balli e le canzoni. Senza dubbio il film si tratta del più coinvolgente dell’anno. Per la prima volta è possibile capire cosa provasse il pubblico degli anni ‘50 nell’età dell’oro dei musical, quando andava al cinema e vedeva e sentiva storie musicali con melodie adatte al proprio tempo. Capolavoro horror si è invece dimostrato “Goksung – La presenza del diavolo” del coreano Na Hong-jin.
Si respira un’atmosfera da fine del mondo, con una pioggia costante e un’amarezza che non è chiaro da cosa o da dove provenga, se dagli attori, dagli scenari, dalle musiche o da tutto insieme mescolato con tale precisione che il risultato è un mix delicatissimo eppur deciso.
“Goksung – La presenza del diavolo” va più in là del solo mettere paura: crea inquietudine, coinvolge in riti pazzeschi (l’esorcismo fatto con i tamburi è un vero delirio) e trascina controvoglia il pubblico nell’antro di provincia del demonio. Un film sugli uomini pazzesco che non si può dimenticare, la malvagità e la maniera in cui cerchiamo ogni giorno di continuare la nostra vita.

Detroit – official trailer

La regista Kathryn Bigelow, con il suo “Detroit”, getta uno sguardo sulla rivolta di Detroit del 1967, per mostrare le radici tossiche della violenza della polizia e del razzismo endemico nell’America contemporanea. Poco pubblico nelle sale, ma “Detroit” è un film da affrontare, seppur difficile, per non dimenticare. Poco pubblico nelle sale anche per “120 battiti al minuto” del francese Robin Campillo. Il cuore del film è la rievocazione cronachistica del gruppo Act Up, movimento di attivisti gay che, nel pieno dell’esplosione dell’Aids, si impegnarono con azioni dimostrative non violente a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla prevenzione, la ricerca, la corretta informazione, di rara precisione e anzi utile come studio di ogni gruppo politico auto-organizzato. Lo stesso racconto, la regia, il ritmo vengono sacrificati a questa precisione, a volte rendendo faticoso l’insieme. Ma al cuore di tutto c’è l’intreccio di pubblico e privato. Talvolta fa capolino l’enfasi: il ralenti con musica alle manifestazioni, l’inquadratura poetica dall’alto con la musica dei Bronski Beat, il montaggio alternato tra una scopata e un’azione dimostrativa, che sottolinea il legame tra personale e politico.

Una donna fantastica – trailer ufficiale

Vincitore dell’Orso d’argento per la Migliore Sceneggiatura al Festival di Berlino 2017, “Una donna fantastica”, nuovo film di Sebastián Lelio, già regista di “Gloria”, è la storia di Marina, una donna giovane e attraente, legata sentimentalmente ad un uomo di vent’anni più grande. La sua fragile felicità s’interrompe la sera in cui Orlando, il suo grande amore, muore all’improvviso. Marina è una transgender, interpretata dall’intensa Daniela Vega (transgender anche lei). Ed è in quel momento che la sua natura la metterà di fronte ai pregiudizi della società in cui vive. Marina è però una donna forte e coraggiosa e si batterà contro tutto e tutti per difendere la propria identità e i propri sentimenti. Nuove riletture per un importante pezzo di cronaca politica americana in “The Post” di Steven Spielberg, che racconta la storia del direttore del Washington Post alle prese con la pubblicazione dei “Pentagon Papers”, stringendo l’occhio all’attuale battaglia contro la libertà di stampa dell’attuale Presidente americano Donald Trump. La regia di Spielberg parla con la forza del passato, del presente dello spaventoso futuro che ci aspetta.

Ma, senza dubbio, il film dell’anno, è “Chiamami col tuo nome”. Luca Guadagnino adatta l’omonimo romanzo tradendo tutto quel che gli serve di tradire e realizza un vero capolavoro sulla scia di quanto fatto già in precedenza con il suo “Io sono l’amore”. Ambientato nella campagna lombarda in un’estate degli anni ‘80, racconta il primo amore del suo protagonista, un ragazzo che s’innamora perdutamente dell’ospite americano venuto a stare a casa con la sua famiglia. Comunanze intellettuali, senso di sfida e opposizione, servono per introdurre, svelare e poi ammirare la devastazione di un primo amore. Ancora non uscito nella speranza, probabilmente fondata, che prenda qualche nomination importante agli Oscar.

Chiamami col tuo nome – official trailer

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostienici

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*