Il ruggito della città invade Palermo

Rubrica culturale di Roberto Greco

Inaugura oggi, alla presenza del neo-assessore Vittorio Sgarbi, la tappa conclusiva e fulcro di un progetto articolato, voluto e promosso dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. “Il ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica” è la mostra allestita negli spazi del settecentesco Real Albergo dei Poveri, a Palermo in Corso Calatafimi. L’impianto espositivo si configura come una riflessione critica su quella che fu una tra le stagioni siciliane più felici della modernità, evidenziando alcuni aspetti cruciali: lo slancio euforico verso il futuro, il mito della tecnologia, l’urgenza d’innovazione, la figura del pilota, la storia delle moto da corsa e del racing, i paesaggi madoniti, fino ad arrivare ad analizzare i molti cambiamenti sociali, politici, estetici e ideologici che definirono lo spirito del tempo. Cultura, storia, sport e territorio s’incontrano lungo il percorso espositivo, in un dialogo tra passato e presente che vede insieme design, ingegneria, arti visive, cinema, editoria, memorie d’archivio. Dalla sezione introduttiva, in cui foto, oggetti storici e alcuni rari dipinti di Vincenzo Florio (Collezione Famiglia Paladino) raccontano le gesta di questa grande famiglia siciliana e la vicenda della Targa, si passa a una spettacolare esposizione di moto d’epoca, con esemplari dei primi del Novecento provenienti dalle collezioni dell’Associazione Siciliana Veicoli Storici.

Fortunato Depero, Depero Futurista (noto come ‘Libro imbullonato’), 1927, libro d’artista. Courtesy Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. Foto G. Mineo
La lettura del periodo storico-culturale prosegue con l’archivio di documenti, in cui sono raccolte preziose testimonianze, tra lettere, giornali, libri e riviste, fino al Manifesto Futurista del 1909. Tutti prestiti giunti da importanti collezioni private e pubbliche, con una lista di nomi che va da Mario Sironi a Giacomo Balla, da Fortunato Depero a Gerardo Dottori, e ancora Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Tato, Iras, Giulio D’Anna, solo per citarne alcuni. Spicca il celebre “Libro Imbullonato” di Fortunato Depero, tra i primi libri d’artista moderni, pietra miliare nella storia del graphic design, pubblicato nel 1927 in pochissime copie, una delle quali è posseduta dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. La mostra proseguirà sino al 28 gennaio 2018.

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