“Snowbabies” e questione etica

Le osservazioni di Massimo Costanza

Negli States li hanno già definiti “snowbabies”. Stiamo parlando delle migliaia di embrioni che persistono in sospensioni ghiacciate, in alcuni casi anche da oltre 35 anni, pronti a generare vite umane potenzialmente in attesa di nascere. Sono embrioni silenti in qualche maniera posteggiati nei centri di procreazione degli Stati Uniti d’America, in attesa d’esser scelti dalla donna di turno che decide di farsi fecondare.
Certo, nel profondo Tennessee, Tina e Benjamin Gibson, i genitori della neonata Emma, non la penseranno di certo come me!
Emma è nata da una fecondazione “snowbabies” in utero. Tina, la madre naturale 26enne, è naturalmente al settimo cielo. La sua bambina, tanto desiderata per lunghissimi anni, è finalmente nata. Il padre, come sempre in questi casi, non è noto. Le banche del seme in America le trovi pressappoco ad ogni angolo di una qualsiasi cittadina della costa cosi come dell’entroterra, un po’ come cercare un ristorante giapponese in una grande città occidentale: vai sul web, cerchi, trovi e prenoti. Anche Benjamin Gibson, il padre non naturale di Emma è al settimo cielo per la nuova nata. La sua patologia invalidante, la fibrosi cistica, escludeva in maniera assoluta la possibilità di procreare un figlio naturale.
Sin qui tutto bene. Sembrerebbe una bellissima storia spaccacuore e strappalacrime a lieto fine. Sembrerebbe, appunto, se non fosse per un semplicissimo quanto incredibile dettaglio: il seme da cui è nata Emma giaceva congelato in una banca del seme da “appena” 25 anni.
Si, avete capito bene, 25 anni!! Uno in meno della madre naturale che di anni ne ha 26 e che quindi può, a rigore di logica, vantare il concepimento a 26 anni di una figlia che per parte di padre è sua coetanea!
Emma, è bellissima ed i suoi genitori sono comprensibilmente felici ma anche infastiditi da questa questione morale che si sta sollevando attorno alla loro bambina. Noi però non siamo i genitori di questa creatura e, dunque, possiamo permetterci il lusso di porci alcune domande che francamente fanno rabbrividire:
– è corretto concepire un figlio a 26 anni che biologicamente per parte di padre ne ha 25?!?;
– fino a dove la criogenia e la genetica ci porterà a spingerci?!?;
– può un essere umano decidere di concepire senza alcuna etica morale e religiosa un figlio che per parte paterna ha DNA sconosciuto?!?;

Sono domande pesantissime alle quali non so proprio rispondere ma che certamente mi turbano e non poco.
Non so come reagirei se fossi stato nei panni di Benjamin e di Tina, forse avrei adottato un bimbo o forse no.
Di certo sapere da padre che il seme che ha concepito mia figlia ha la stessa età di sua madre – ovvero di mia moglie – mi angoscerebbe e non poco.
E voi? Come la pensate voi in merito?!?
Mentre ci pensate, riflettete che dal 12 ottobre 1992, data di congelamento del seme che ha concepito Emma, ad oggi sono passati la bellezza di 25 anni e due mesi…

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