Tra i presepi di Terrasini anche quello di Don Pino Puglisi

Oltre cento presepi esposti alla mostra che si inaugura oggi a Terrasini. Tra le opere esposte anche quello realizzato da Don Pino Puglisi e dai ragazzi della sua parrocchia. Inaugurazione alle 16:00 di oggi

In copertina un presepe realizzato dai ragazzi del ICS Pino Puglisi

Al via la grande mostra dei presepi di Terrasini che verrà inaugurata alle 18 di oggi dall’Arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennisi. Nei locali di via Di Stefano, in Terrasini, sotto il patrocinio del Comune, si aprirà la VI Edizione, organizzata dalla Associazione culturale “Così, per… passione!”, della mostra di presepi intitolata “Intorno al presepe… idee, emozioni, sensazioni”. Si espongono più di 100 presepi, di varie materie, forme e dimensioni, provenienti da tutto il mondo ed appartenenti a collezionisti privati, a strutture pubbliche, oppure realizzati nello stesso luogo della mostra da appassionati. Tra tutti spiccano quello realizzato (prima della tragica fine) dal Beato Padre Pino Puglisi e dai ragazzi della sua parrocchia, per gentile temporanea concessione del benemerito “Centro Padre Nostro”, i presepi realizzati da alunni delle locali scuole e quelli, antichi, storici, messi benevolmente a disposizione dall’Arcivescovo di Monreale, dal Seminario e da parroci e parrocchie del territorio. Presenze, tutte queste, cariche di significato e veicolo di importanti rinnovati messaggi. Intento della iniziativa è quello di contribuire al recupero, alla salvaguardia e alla riappropriazione di una tra le più sentite “tradizioni” popolari. Par l’associazione organizzatrice il presepe rappresenta il vero e tangibile simbolo della Festa del Natale, perché sintesi di fede e credenze religiose, ricordi, storia, leggenda, iconografia e arte figurativa, artigianato, semplice gusto estetico. L’attività dell’associazione volge quindi in direzione di una progressiva crescita del senso comunitario, del recupero della identità civica e, più in generale, del nostro territorio, nel rispetto reciproco di sensibilità, culture ed esperienze differenti, qui comprese in un’ottica di integrazione e inclusione; e non di esclusione.

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