Tentavano la fuga da Lampedusa ma stavano morendo – VIDEO

Scoperti dai Baschi Verdi della Guardia di Finanza che gli salvano la vita. Mancavano all'appello dall'Hotspot dell'isola. Il sindaco Martello: "Una cosa inconcepibile". Polemiche su ritardi dell'ambulanza

I militari della Guardia di Finanza stavano effettuando i controlli di rito su camion ed articolati pronti ad imbarcarsi sulla nave in partenza per Porto Empedocle, quando hanno scoperto cinque migranti di nazionalità nordafricana all’interno di un autocompattatore carico di rifiuti diretto in Sicilia per riversare in discarica. È successo questa sera sulla maggiore delle Pelagie nel corso di un normale controllo preventivo. I migranti erano in pessime condizioni e per tirarli fuori dal mezzo si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento aeroportuale di Lampedusa. La banchina del porto di Cavallo Bianco in breve si è trasformata da luogo di partenza a teatro di una scena drammatica scenografata da lampeggianti e uniformi di Polizia, Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. Il primo ragazzo estratto, non senza difficoltà, dall’automezzo era considerato già morto. Appena l’aria gelida ma pulita ha riempito i suoi polmoni, fuori da quella che stava per diventare la sua bara, il corpo ha reagito con crisi muscolari simili a quelle di un attacco epilettico: vivo. Dentro la trappola piena di rifiuti c’erano altri tre fuggitivi che i Vigili del Fuoco hanno tirato su salvandogli la vita grazie allo scrupoloso controllo della Guardia di Finanza. Un quinto era in migliori condizioni ed aveva tentato una fuga durata pochi metri.

Estratti vivi per miracolo dall’autocompattatore dei rifiuti su cui si erano nascosti per tentare la fuga da Lampedusa. Nell’Hotspot di Contrada Imbriacole erano circa duecento e in molti temevano il rimpatrio. Per questa ragione i cinque migranti, probabilmente tutti di nazionalità tunisina, avevano tentato di fuggire dall’isola nascondendosi in uno degli automezzi parcheggiati sulla banchina del porto in attesa di imbarco. Non sapevano però che le misure di sicurezza adottate per l’isola dalle Forze dell’ordine prevedono l’ispezione di ogni camion al fine di evitare tentativi di fuga ed episodi di questo tipo. “Ciò a cui stiamo assistendo è inconcepibile”, ha dichiarato il sindaco di Lampedusa e Linosa che assisteva al lavoro dei Vigili del Fuoco mentre la nave traghetto andava via dall’isola. Totò Martello, già protagonista di una polemica scaturita a seguito di una denuncia sull’esigenza di ordine pubblico a Lampedusa, spiega che “quando si parla di controllo del territorio ci si riferisce proprio a questo: se fossero rimasti ancora li dentro sarebbero morti”. In effetti i fuggitivi mancavano all’appello dell’Hotspot da oltre un giorno, e se la nave non fosse arrivata per condizioni meteo avverse non ci sarebbero stati neanche i controlli della Guardia di Finanza che hanno salvato la vita ai cinque harragas.

Una ulteriore polemica si è accesa nel corso della serata a causa di ritardi dell’ambulanza, unica, con cui venivano trasferiti i fuggitivi al pronto soccorso dell’isola. Trasferito in ambulanza il primo migrante estratto dal cassone del mezzo, miracolosamente ancora in vita, non c’era una seconda ambulanza pronta e quella già partita tardava a ritornare in banchina. Sul posto è poi arrivato un mezzo della Misericordia a dar manforte ai medici dell’Ordine dei Cavalieri di Malta che operano in partnership con la Guardia Costiera. Una parentesi, un disguido di pochi minuti, che ha però mostrato i limiti di un’isola che ha pochi strumenti e molte emergenze a cui far fronte, anche in periodi come quelli invernali in cui l’emergenza migratoria si riduce drasticamente. L’ambulanza del poliambulatorio facente capo all’Asp 6 di Palermo è arrivata mentre il sindaco comunicava in Prefettura la circostanza. I migranti che avevano tentato la fuga sono stati curati al pronto soccorso dell’isola ed al momento non sembra ci siano state complicazioni circa il loro stato di salute.

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