Ci ha lasciato Nava Semel ma i suoi libri rimangono nelle nostre librerie

Rubrica culturale di Roberto Greco

Sul Jerusalem Post del 2 dicembre, è apparsa la notizia della morte di Nava Semel. Greer Fay Cashman titola “Multi-talented Nava Semel succumbs to cancer at age 63”.
Forse il suo nome non evocherà immediati ricordi. Nava Semel era nata a Jaffa, antica città in Israele. Oggi, anche se inglobata nell’area urbana di Tel Aviv, mantiene un rapporto diretto con il mare su cui si affaccia. La Semel ha pubblicato, tra romanzi, raccolte di racconti, volumi di poesie, opere teatrali e sceneggiature per la televisione, oltre una trentina di titoli. Le sue opere sono state tradotte in dieci lingue e sono state insignite di premi internazionali, tra cui il “National Jewish Book Award” negli Stati Uniti, il premio “Donne scrittrici del Mediterraneo” in Francia e il “Preis” della radio austriaca. Nel 2006 ha vinto il premio “Donna dell’anno per la letteratura” di Tel Aviv.
Tra i suoi libri tradotti in italiano possiamo trovare Gershona (La casa Usher, 1989), Lezioni di volo (Mondadori, 1997), L’esclusa (Mondadori, 1999), Il cappello di vetro, (Guida, 2002), Chi ha rubato la scena? (Mondadori, 2003), I segreti del cuore (Edizioni Sonda, 2007), E il topo rise (Atmosphere, 2012). Nel 2014 è uscito, pubblicato dall’Editore Belforte di Livorno, il suo “Testastorta”, romanzo ambientato in Piemonte, a Borgo San Dalmazzo, nel periodo del secondo conflitto mondiale. E’ la storia di Tommaso, un trovatello che dall’orfanotrofio di Torino giunge in un piccolo paese sperduto nel Piemonte. L’autrice ben entra nella testa di Tommaso, integrando la visione infantile resa dagli occhi del protagonista, con un buon sapore di consapevolezza autorale.
Dal suo libro è stato tratto uno spettacolo teatrale curato da Tobia Rossi, diretto da Manuel Renga e realizzato da Chronos3, andato in scena al Teatro Libero di Milano, in occasione della “Giornata della Memoria” dello scorso anno.
Il trailer di Testastorta (Chronos3):

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