La bufala delle “fake news”

Il sito di notizie BuzzFeed ha replicato lo scoop già pubblicato un anno fa circa i codici dei siti a riconducibili al M5S. Il New York Times si preoccupava della “epidemia” di morbillo che aveva colpito l’Italia e dei No-Vax che con Grillo a capo volevano “indebolire il sistema immunitario dei bambini”

Tema centrale del dibattito politico nazionale è ormai la fake news da combattere con ogni mezzo. Se ne parla e se ne straparla facendo adesso anche il nome di un mandante internazionale di tutte le fake news per cui i governi, italiano incluso, stanno chiedendo l’intervento censore dei colossi del web. Nella attuale narrazione mainstream, il molesto Paese che inonda il nostro web di bufale per influenzarci in vista del voto risulta essere la Russia. Facebook e Google dovrebbero occuparsi della rimozione di contenuti che parti non ben definite dovrebbero classificare “fake”. Il dibattito sulle fake news è stato riacceso da un articolo del New York Times, sempre più preoccupato per le sorti della democrazia italiana a breve distanza dalle elezioni politiche ormai alle porte. L’articolo del NYT intitolato “L’Italia si prepara per la stagione elettorale di notizie false chiedendo l’aiuto di Facebook” porta la consueta firma di Jason Horowitz. L’articolo è quello incriminato del 24 novembre per la vicenda dei codici Google di cui si è fatto testimone Andrea Stroppa, ma l’autore è quello che agli americani raccontava in un pezzo del 18 ottobre che: “A maggio, in mezzo a un’epidemia di morbillo, l’Italia ha rafforzato i suoi requisiti di vaccinazione per i bambini in età scolare, spingendo i cosiddetti attivisti No-Vax a protestare fuori dal Parlamento italiano per il diritto di scelta.” Pensare che in Italia ci sia stata una epidemia di morbillo e scriverlo sul New York Time non rende merito all’autore e soprattutto non conferisce prestigio alla testata. La questione dei vaccini di maggio trattata ad ottobre dal signor Horowitz era funzionale al proseguo del discorso: “Gli oppositori della vaccinazione erano particolarmente forti nel Movimento Cinque Stelle, il cui leader, il signor Grillo, una volta attaccò i vaccini come una truffa da parte di compagnie farmaceutiche con l’intenzione di ‘indebolire il sistema immunitario dei bambini’.” Quindi, tra le righe di quello che si potrebbe anche definire terrorismo mediatico, c’è sempre un obiettivo del quale si prende bene la mira ed è il movimento politico anti-establishment.

Il New York Times, storico colosso del giornalismo americano, era però stato bruciato sul tempo da un sito di notizie che si chiama BuzzFeed News. Horowitz lo cita pure nel suo articolo sul giovane informatico italiano che avrebbe scoperto la corrispondenza dei codici tra siti di propaganda di diversi schieramenti politici. Siti non ufficiali dei partiti accusati della strana corrispondenza. Ma cosa è BuzzFeed, il sito di notizie che esce con uno scoop internazionale sulla politica italiana addirittura prima della corazzata New York Times, è una sorpresa per chiunque voglia farci una visita.

Screenshot della homepage di BuzzFeed News
Il ronzante BuzzFeed News si presenta con una homepage che in Italia paragoneremmo a versioni on line di riviste per parrucchiere. In prima pagina si scorrono titoli come “Ecco tutto quello che c’è da sapere sul test di verginità”, oppure “27 messaggi di Natale che ti faranno ridere parecchio”. Ma tra i titoli da rubrica per chi attende di fare una messa in piega ci sono molti test e sondaggi sulle caratteristiche personali del lettore e occasionali notizie di cronaca mondiale o di rivelazioni sul campo informatico. Un tantino strano, non me ne vogliano, per essere un attendibile giornale con redazione da premio Pulitzer. Malgrado la facciata, o homepage, da rivista omaggio in sala d’attesa ma con poca pubblicità, si scopre che BuzzFeed non è nuovo a questo scoop. Anzi, un articolo molto simile per contenuti a quelli che stanno dilaniando l’Italia in questi giorni era stato già pubblicato lo scorso anno: il 30 novembre del 2016. Il titolo era “Movimento Cinque Stelle primo In Europa a diffondere notizie false e propaganda russa”. Fake news, Movimento Cinque Stelle e Russia. Tre elementi di cui il sito di notizie si occupava esattamente un anno fa.

Quindi, la Russia starebbe investendo su un programma di propaganda che riguarderebbe il web inondando i social di bufale in vista delle elezioni. Bufale che la gente condividerebbe senza rendersene conto contribuendo ad inquinare l’esito elettorale e quindi la democrazia. E tra i principali attori che si adoperano alacremente per la propaganda russa ci sarebbe il Movimento Cinque Stelle. L’unico neo però sta nei contenuti pubblicati da chi sostiene di rivelare un machiavellico piano di Vladimir Putin per piegare la meravigliosa democrazia occidentale al suo volere.

Vladimir Putin
Nell’articolo sopracitato di BuzzFeed si leggono cose che non paiono esattamente fedeli alla deontologia giornalistica. Un anno fa, nell’articolo firmato da Alberto Nardelli e Craig Silverman per BuzzFeed, si leggeva: “Il M5S ha sorpreso tutta l’Europa quando ha ricevuto voti sia dalla sinistra che da destra garantendogli più di 100 seggi parlamentari nel 2013, l’ultima volta in cui gli Italiani sono stati chiamati a votare. Ora si serve della forza della propria infrastruttura propagandistica per tentare di sconfiggere riforme costituzionali sostenute dal governo che saranno votate in un referendum il 4 dicembre. Nel caso in cui Renzi si dimettesse come ha già alluso di voler fare in caso della sconfitta della riforma costituzionale, il M5S potrebbe vincere le prossime elezioni.” Ci si chiede cosa possa esserci di sbagliato in questo se è l’attività di un partito che sta all’opposizione in un Paese in cui la crisi, non solo economica, sta dilaniando la società civile. Soprattutto, ci si potrebbe perché porre l’attenzione su questo aspetto della vita politica italiana mentre si parla di endorsement russo e fake news. La risposta non manca di sorprendere. Dall’articolo del 30 novembre 2016 di BuzzFeed News: “BuzzFeed News ha scoperto che il blog di Grillo, i siti web del partito, e i cosiddetti siti di notizie indipendenti condividono lo stesso indirizzo IP, così come ID Google Analytics e AdSense. Un ex-dipendente del team di Google Ads ha paragonato la rete di siti M5S ai siti di notizie false pro-Trump e di essere stata lanciata, come ci rivela BuzzFeed News, da un unico paese della ex-Repubblica iugoslava di Macedonia. ‘Il M5S parla molto di trasparenza, ma poi come parte del mio lavoro mi sono reso conto che questi stanno guadagnando molto da questa cosa,’ ha detto. ‘Quando si cerca on-line non c’è trasparenza per quanto riguarda la rendita dei blog e dei siti. È tutto molto confuso. I dirigenti del partito stanno facendo soldi tramite un aggregatore di notizie false. È come se Trump possedesse i siti macedoni’.”
Beppe Grillo
L’articolo era condito di dati sul numero di “Mi piace” della pagina Facebook del Movimento Cinque Stelle e del traffico del blog di Beppe Grillo e quindi dell’influenza che il Movimento ha sull’opinione pubblica che si sviluppa in rete e sui social. Ma non viene mai prodotta una prova o una teoria valida sul rapporto tra la propaganda politica del M5S e la Russia, se non il fatto che siti della Casaleggio & Associati hanno dato notizie reperibili su siti di notizie russi. Il che sarebbe come dire che La Stampa di Torino è finanziata da Donald J. Trump perché ha intervistato Andrea Stroppa rilanciando la notizia del New York Times, a sua volta presa da BuzzFeed.

La questione della propaganda, della propaganda russa e della crescente politica definita populista – che di solito coincide con una definizione da rovescio della medaglia: anti-establishment – era già presente su un tavolo di un noto magnate già conosciuto per conclamati ribaltoni di economie nazionali.

Ucraina – Kiev durante gli scontri
Rapporti che variavano dal perché in Europa c’era resistenza all’euro ed alla Unione europea malgrado l’allineamento mediatico europeo alle liste di giornalisti ed opinion leader da “convincere” che le cose in Ucraina non erano un golpe come apparivano. Studi che risalgono a sei anni addietro, report dettagliati, esperimenti tra i quali quello definito “Esperimento italiano” del 2013 sul condizionamento dell’elettore prima del voto, fanno parte dei documenti da cui probabilmente ha preso il via la gigantesca operazione “Fake news”. Tutto dimostra che gli elettori non votano più sotto l’influenza dei media ordinari come la Tv e la carta stampata, e neanche le versioni on line delle testate storiche sono più un riferimento per gli elettori. Se così fosse, il Movimento Cinque Stelle non sarebbe andato più in la del 10% di consenso alle urne e Matteo renzi sarebbe ancora premier ed anche il segretario di un partito da 40%. Gli elettori, europei e non solo italiani, si informano e scambiano idee politiche e commenti in rete, sui social, attingendo notizie anche da siti internet o piccoli giornali che in certi casi sono più affidabili di quelli blasonati ed in altri sono solo propagatori di bufale. Questo però rende incontrollabile la “democrazia” e il rischio che i popoli inizino a votare quel che gli va si fa sempre più grave. Come è accaduto negli USA con Donald Trump. Ma di conseguenze gravi ce ne potrebbero essere anche altre, ad esempio che alla fine Bashar al-Assad non è caduto perché le prove su armi chimiche e stermini non sono state convincenti come nel caso precedente Saddam Hussein in Iraq. Armi di distruzione di massa non ne aveva Saddam, ma è stato “scoperto” solo dopo la sua morte a fine guerra. Armi chimiche non ne aveva Assad, nel primo e neanche nel secondo caso in cui venne accusato. Quindi bisogna trovare un modo per ricominciare a controllare le informazioni, ed uno di questi è quello di poter censurare ciò che non piace al grido di Fake news. In uno degli articoli che denunciano “propaganda”, su BuzzFeed, si può appunto leggere quanto segue quale esempio di “fake news” da censurare: “Alcune di queste (notizie false, ndr) dichiarano che gli Stati Uniti stanno segretamente finanziando trafficanti che portano immigrati dal Nord Africa in Italia, e che Barack Obama vuole abbattere il regime siriano per creare instabilità nella regione cosicché la Cina non possa avere accesso al petrolio.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*