Trasferivano denaro dei traffici di droga e migranti: sequestrato un milione di euro in contanti

L’associazione aveva base nel milanese e ramificazioni all’estero. Arrestate 14 persone, tutte straniere. Sequestrato un milione di euro in contanti e disposto il sequestro per confisca di quattro milioni

Le indagini hanno tratto origine da un controllo eseguito nel maggio del 2015, presso l’aeroporto di Milano Linate, sulla dichiarazione doganale presentata da un cittadino libico durante l’ingresso in Italia e relativa al possesso di 297mila euro in contanti. Da conseguenti approfondimenti in merito alla richiesta, il libico era stato trovato in possesso di foto, video ed email dal chiaro contenuto religioso islamista anche di tipo radicale. Era inoltre risultato che l’uomo avesse effettuato analoghe dichiarazioni doganali – tra il 2013 e 2015 – in Germania, Francia, Olanda ed ancora in Italia per circa 50 milioni di euro. Le investigazioni hanno poi permesso di scoprire che il cittadino libico era in contatto con una complessa e articolata associazione per delinquere, operante sul territorio nazionale con base a Milano e nel suo hinterland ed all’estero: Marocco, Egitto, Libia e Ungheria. Associazione dedita alla raccolta e al trasferimento, mediante il sistema “Hawala”, di ingenti risorse di denaro di origine illecita. Nel corso delle stesse indagini sono stati eseguiti sequestri di valuta per centinaia di migliaia di euro.

Le articolate indagini hanno consentito di pervenire all’individuazione di un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di proventi illeciti – provenienti da traffico di sostanze stupefacenti, delitti in materia di immigrazione clandestina ed altri reati – nonché all’esercizio, in assenza delle autorizzazioni di legge, dell’attività di prestazione di servizi di pagamento, attraverso il sistema Hawala. Le investigazioni hanno visto anche la collaborazione – tuttora in corso – dell’Autorità Giudiziarie Ungherese. Le attività sono state svolte sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo e con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, in relazione agli elementi emersi nel corso di altri accertamenti di polizia giudiziaria condotti da diverse Procure della Repubblica nei confronti dei “clienti” dell’associazione in argomento. Sono state eseguite numerose perquisizioni in Lombardia, in Piemonte, nel Lazio e in Ungheria, nel corso delle quali è stato sequestrato denaro contante – euro, dollari e altre valute straniere – per un controvalore complessivo di circa un milione di euro ed è stata data attuazione al decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per le disponibilità degli indagati sul territorio nazionale ed in Ungheria, fino a concorrenza del profitto del reato di riciclaggio quantificato allo stato in euro 3.937.925,00.

L’associazione di riciclatori era organizzata su due gruppi tra loro collegati: il network “Sadig” ed il network “Haj Ibrahim”. Una struttura capace di fornire un servizio di trasferimento di denaro illecito a carattere transnazionale operando come una vera e propria stanza di compensazione internazionale. All’interno del rodato sistema Hawala i clienti dell’organizzazione – soggetti responsabili di traffico di sostanze stupefacenti, delitti in materia di immigrazione clandestina ed altri reati – consegnavano le somme di denaro di provenienza illecita ai broker-hawala presenti sul territorio nazionale ricevendo, nel contempo, un codice da inviare alle controparti estere che avrebbero ritirato i citati fondi dagli omologhi mediatori finanziari presenti nel proprio Stato di residenza. Tale struttura clandestina di trasferimento dei flussi finanziari veniva coordinata dagli “hawaladar” di riferimento che impartivano, di volta in volta, specifiche disposizioni ai rispettivi broker-hawala di stanza sul territorio nazionale ed all’estero. Al fine di garantire la necessaria e contemporanea liquidità all’interno del suindicato sistema, l’associazione spostava ingenti quantitativi di denaro tra i vari Stati interessati dalle transazioni finanziarie avvalendosi di cash courier, i cosiddetti “spalloni”.

Contestualmente, in relazione ad un procedimento penale inizialmente instaurato presso la Procura della Repubblica di Venezia e successivamente trasferito per competenza territoriale alla sede di Milano, è stato eseguito oggi il fermo da parte del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia della Guardia di Finanza dell’indiziato 59enne Soubhi Kekati, alias Abu Omar. Parallelamente, il Nucleo di Polizia Tributaria di Milano della Guardia di Finanza ha dato esecuzione oggi all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di:
1) Ahmed Hamdy Dawood Mohamed, nato in Egitto nel 1953;
2) Alshakka Mehsen (Abu Firas), nato in Siria nel 1973;
3) Bazkka Salmo (Abou Mahmoud), nato in Siria nel 1965;
4) Bazkka Alaa, nato in Siria nel 1991;
5) Bazkka Mohamad, nato in Siria nel 1996;
6) El Shazly Soliman (Yasser), nato in Egitto nel 1985;
7) El Shazly Ibrahim, nato in Egitto nel 1986;
8) El Ghorab Mohamed Anwar Abdelaziz, nato in Egitto nel 1977;
9) Hakim Ahmed, nato in Marocco nel 1966;
10) Haidara Rabi, nato in Marocco nel 1978;
11) Ibrahim Ibrahim Ahmed Ahmed Mahmoud (Haj Ibrahim), nato in Egitto nel 1970;
12) Ibrahim Mettwli Magdi Ahmed, nato in Egitto nel 1957;
13) Trad Maroa (Marwa), nata in Siria nel 1985,

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