Conclusa la maxi esercitazione NATO Trident Javelin 2017

L’esercitazione ha coinvolto tutti e tre i livelli della struttura militare NATO ma senza truppe di manovra schierate sul terreno. L’attività comprendeva ipotetiche minacce cyber e quelle ibride/terroristiche

Nel contesto delle operazioni previste dall’articolo V del Trattato NATO del 1949 dedicato alla difesa collettiva dei territori e delle popolazioni degli Stati membri, si è svolta l’esercitazione Trident Javelin che ieri ha visto la sua conclusione. L’attività ha visto la partecipazione come “player” esclusivamente dei posti di comando, senza truppe di manovra schierate sul terreno, che hanno simulato un’operazione congiunta in risposta a una ipotetica aggressione nei confronti di un Paese membro dell’Alleanza. Tutti i comandi hanno operato in uno scenario che volutamente includeva le sfide più impegnative per l’Alleanza, comprese le minacce cyber e quelle ibride/terroristiche. Il Comando responsabile dello svolgimento dell’esercitazione è stato il JFC di Brunssum, che ha avuto il compito della conduzione complessiva dell’attività ed ha raggiunto, grazie alla “Trident Javelin”, la certificazione per il comando e controllo della “Forza di risposta rapida” della NATO (NRF) nel 2018.

Esercitazione NATO Trident Javelin 2017

Un ruolo rilevante è stato svolto dal Joint Warfare Center (JWC) di Stavanger in Norvegia, responsabile delle attivazioni volte a testare la risposta dei comandi ai diversi livelli. Intensa anche l’interazione con le nazioni ospitanti, Norvegia e Paesi Baltici, e le organizzazioni internazionali, governative e non governative, al fine di rendere l’addestramento il più realistico possibile. L’esercitazione ha coinvolto tutti e tre i livelli della struttura militare NATO: il Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) in Belgio a livello strategico, il Joint Force Command (JFC) di Brunssum nei Paesi Bassi, comandato dal Generale italiano Salvatore Farina, a livello operativo e a livello tattico il Land Command (LANDCOM) schierato a Stavanger in Norvegia, il Maritime Command (MARCOM) in UK, l’Air Command (AIRCOM) in Germania, e lo Special Operations Headquarters (NSHQ) in Belgio. All’esercitazione ha partecipato il personale di staff di tutti i Paesi membri dell’Alleanza. In particolare, per l’Italia il “Command Responce Cell” del NATO Rapid Deployable Corp (NRDC) di Solbiate Olona, elementi del CIMIC Group di Motta di Livenza e del 28^ Reggimento Pavia di Pesaro.
Il Generale Salvatore Farina nel corso del Visitors day in Norvegia
Le autorità civili e militari dell’Alleanza hanno constatato la complessità dello scenario e le molteplici sfide affrontate ai vari livelli di Comando, l’elevato ritmo operativo, nonché le interrelazioni con le Organizzazioni Internazionali e le Agenzie Governative. L’Amm. Bruun-Hanssen (CHOD Norvegese) ha sottolineato l’impegno della Norvegia improntato sul “Total Defence Concept” che ha coinvolto le Forze Armate e le Agenzie civili del suo Paese. Il Gen. Salvatore Farina ha posto in evidenza come il livello operativo debba al tempo stesso essere in grado di coordinare la campagna interforze, collegarsi con le autorità e i comandi delle “hosting nations”, saper gestire la comunicazione strategica (STRATCOM), il tutto in armonia con le direttive del Comando superiore ed in presenza di avversari capaci e motivati. “Le esperienze maturate e i risultati conseguiti – ha dichiarato il Generale Farina – non possono che lasciarmi estremamente soddisfatto e pienamente consapevole di poter affrontare nel migliore dei modi il periodo di comando della NRF 2018”.

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