Voti a 25 euro, voti di interdetti, voti di famiglia: le elezioni siciliane

Tra arrestati ed indagati per aver comprato voti con 25 euro la Sicilia forse non "Diventerà Bellissima" come da slogan del neoeletto presidente. Per La Stampa Edy Tamajo potrebbe non essere l'unico indagato

Edy Tamajo
Arresti dopo le elezioni per reati precedentemente commessi, avvisi di garanzia per compravendita dei voti con cui è stato eletto, record di voti con ombre su elettori interdetti, record di voti per 21enni senza storia politica, c’è di tutto in questa legislatura regionale appena insediata. L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda Edy Tamajo e lo investe con l’accusa di essere stato eletto anche grazie a voti pagati 25 euro. L’accusa fin qui pare più che fondata, tanto che la prima linea di difesa pubblica richiamerebbe l’ormai noto concetto del “a sua insaputa”. I voti quindi sarebbero stati comprati, si, ma da un sostenitore del candidato e senza che questi ne sapesse nulla. Edy Tamajo è un altro dei recordman siciliani di questa tornata elettorale che domenica ha visto vincere Nello Musumeci la corsa alla Presidenza della Regione Sicilia. Tamajo era in lista con Sicilia Futura, in appoggio a Fabrizio Micari, candidato ufficiale del Partito Democratico, e nella lista palermitana in cui correva ha totalizzato 13.984 preferenze.

Fabrizio Ferrandelli
La Procura di Palermo ha quindi notificato a Edy Tamajo un avviso di garanzia per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Il neoeletto deputato regionale, adesso di “centrosinistra”, era stato eletto deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana in precedenza con il centrodestra di Gianfranco Miccichè nella sua lista dell’epoca: Grande Sud. Nella danza di ideologia destra-sinistra la Sicilia non viene ormai colta alla sprovvista né pare abbia alcun motivo di stupore. Alle ultime comunali per la guida della Giunta di Palermo, elezione vinta da Leoluca Orlando, era candidato anche Fabrizio Ferrandelli con il centrodestra. In quel caso c’erano state polemiche all’indirizzo di Ferrandelli, non soltanto per il passaggio dal centrosinistra Dem al centrodestra berlusconiano tra un’elezione e l’altra, ma anche perché a sostenere la candidatura del giovane trasformista risultava perfino quell’ex governatore della Regione contro cui qualche anno prima il politico rampante aveva inscenato uno sciopero della fame: Totò Cuffaro.

A rivelare per primo interessanti dettagli sull’inchiesta che coinvolge il neoeletto deputato Tamajo è il quotidiano La Stampa. Secondo la storica testata torinese, il punto di partenza per la Procura di Palermo sarebbe l’inchiesta sul voto di scambio della campagna elettorale del 2012 che coinvolse Fabrizio Ferrandelli.

Luca Sammartino
La Stampa rivela che dalle intercettazioni disposte per le indagini sul voto di scambio di Ferrandelli, effettuate su un ampio campione di politici adesso nuovamente impegnati con le elezioni del 5 novembre, sono emersi altri importanti filoni di indagini su voti inquinati e che l’avviso di garanzia notificato a Edy Tamajo dalla Procura di Palermo potrebbe non essere l’unico. Mentre la Procura retta dal procuratore capo Francesco Lo Voi segue una serie di nomi noti alle elezioni regionali del 2012 e del 2017, in altre province ed in altre Procure pare siano ad oggi attenzionati altri casi. Uno è quello del video diffuso in modo virale sui social e secondo il quale in una casa di riposo per anziani di gravina avrebbero votato perfino gli interdetti all’insaputa dei famigliari responsabili. Comune etneo nel quale esercita la professione di odontoiatra il padre del recordman assoluto di questa tornata elettorale regionale, l’uomo che proprio nella provincia in questione ha totalizzato la bellezza di oltre 32mila preferenze: Luca Sammartino.

Anche Luca Sammartino ha aderito alla danza della ideologia politica passando dall’UDC con cui era stato eletto all’Assemblea Regionale Siciliana nel 2012 al Partito Democratico con cui è stato eletto adesso. Altro caso passato all’attenzione della stampa, forse non tutta e probabilmente non in maniera adeguata, è quello del figlio di Francantonio Genovese.

Luigi Genovese
Luigi Genovese, 21 anni, figlio del più noto Francantonio, condannato in primo grado a 11 anni di carcere nel processo sui corsi di formazione professionale che coinvolge anche la moglie e altri parenti, ha raggiunto l’altro record regionale con oltre 17mila preferenze. Diciamo che in quel di Messina il giovanissimo Luigi Genovese è sicuramente una grande promessa e che nella provincia hanno grande fiducia in lui, se non si vuol pensare che quei 17mila voti siano invece la prosecuzione dell’attività politica del padre. Il pedigree comunque è buono. Anche in questo caso l’ideologia politica è quantomeno in conflitto e Genovese senior, democristiano di nascita (politica), era passato dal centrosinistra del Partito Democratico al centrodestra di Forza Italia nel 2015. Con Forza Italia è stato eletto il figlio Luigi, tenuto a pubblico battesimo elettorale da Gianfranco Micciché. La corsa all’ARS era iniziata comunque già prima del voto con qualche intervento non proprio politico: l’arresto del sindaco di Priolo Antonello Rizza, anch’esso tra i candidati di Forza Italia che come Cateno De Luca – arrestato mercoledì – sostenevano il neoeletto presidente Nello Musumeci.

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