Dimissioni di un centinaio di presidenti di seggio a Catania. M5S: probabili pressioni subite

Dimissioni di massa a Catania dove un centinaio di presidenti di seggio si sono dimessi prima dello scrutinio. Il M5S accusa probabili pressioni subite dai presidenti. Voci poco attendibili dicono per scarsa retribuzione

Nella roccaforte del candidato Musumeci, solo 5 sezioni su 330 hanno concluso le operazioni di voto, dopo quasi 6 ore dall’inizio dello spoglio delle schede. E’ accaduto anche perché i presidenti di seggio di 100 sezioni hanno dato improvvisamente le dimissioni, per motivi ancora da chiarire., questa è la notizia che ha dato La7 durante lo scrutinio di Catania. La notizia è stata ripresa dal comitato elettorale di Giancarlo Cancelleri dove le motivazioni di un così massiccio ammutinamento in corso di scrutinio pare siano da attribuire alle pressioni che i presidenti di seggio in questione avrebbero ricevuto dall’esterno. Secondo voci fatte circolare nell’immediatezza del disguido, i presidenti si sarebbero dimessi perché la retribuzione per l’incarico era ritenuta bassa. Notizia poco attendibile per chi sa quanto viene retribuito l’incarico prima di iniziare e non lo scopre certo durante lo scrutinio che avviene con questa modalità elettorale dopo aver sigillato le urne alle 22, orario di chiusura seggi, per poi riaprirle alle otto del mattino. Plausibile quindi più la teoria dei brogli elettorali paventata dal Movimento Cinque Stelle che quella di una scarsa retribuzione scoperta solo ad inizio scrutinio dopo che i cento presidenti ci hanno dormito su.
Aggiornamento sul caso:
«I presidenti di seggio di cento sezioni hanno dato improvvisamente le dimissioni, per motivi ancora da chiarire». La frase riportata da La7, emittente televisiva che per prima ha dato la notizia, è rimbalzata in queste ore sui quotidiani nazionali e locali. Un fatto che sarebbe avvenuto a Catania – nel territorio del solo Comune – e che avrebbe causato i ritardi con i quali sono stati caricati i dati del capoluogo etneo sul portale regionale. Ma un numero così alto ha da subito destato notevoli perplessità: sul territorio rappresentanti di lista e scrutatori sembravano non saperne nulla, mentre l’ufficio elettorale della prefettura smentiva seccamente a MeridioNews questa informazione: «Non ci risulta niente di simile». A chiarire la questione è Antonella Liotta, segretaria generale di Palazzo degli elefanti, che al telefono inizia seccamente: «È una fake news». Cioè una notizia falsa. Le cose, però, sono più articolate di così e hanno sì a che fare con un numero elevato di defezioni, ma prima che si aprissero i seggi elettorali.
Lo scrive MeridioNews nell’articolo che trovate con il link contenuto nel testo.

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