Alejandro Gonzales Inarritu: Oscar speciale alla sua installazione “Carne y arena”

Rubrica culturale di Roberto Greco

di Roberto Greco
L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles ha deciso di attribuire un Oscar speciale al regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu per la sua installazione di realtà virtuale “Carne y Arena”.
Il regista, che ha già attenuto due Oscar, il primo nel 2015 con il suo “Birdman” e l’anno successivo con “The Revenant”, ritirerà il premio dalle mani del suo pluripremiato direttore della fotografia, Emmanuel Lubezki. Candidato all’Oscar per la migliore fotografia per ben otto volte, in tre occasioni ha portato con sé la prestigiosa statuetta. Messicano, classe 1964, l’autore della fotografia di Inarritu ha lavorato con i maggiori registi contemporanei e vedremo presto nelle sale la fotografia che ha realizzato per “Song a song”, il nuovo film di Terrence Malik.


“Carne y Arena” è sperimentabile di persona contemporaneamente a Los Angeles, a Milano alla Fondazione Prada e al Tlatelolco Cultural Center di Città del Messico. Si tratta di un’esperienza immersiva nella realtà virtuale che dura sei minuti e usa le più recenti tecnologie per creare un grande spazio multi narrativo. Racconta delle vicissitudini dei migranti che attraversano il deserto di Sonora, in Messico, per raggiungere gli Stati Uniti. Più di cento interviste realizzate, un’accurata scelta del materiale e l’occhio di Lubezki che accompagna le sue visioni del deserto, teatro di un nuovo ed infinto dramma. Pensata per la Fondazione Prada, a Milano, l’installazione catturò l’attenzione di Thierry Fremaux che l’ha voluta al Festival di Cannes. Oggi il massimo riconoscimento da parte dell’Academy.

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