“Piano Focale”. Piccola Scuola di Cinema Underground a Palermo

Rubrica culturale di Roberto Greco

Arrivo in via Carlo Botta che è oramai buio. Per un attimo i miei occhi si chiudono. L’immagine diventa in bianco e nero. La strada è semibuia. Per terra, le scarse e flebili luci si riflettono sulle pozzanghere che riempiono la strada. Il suono di una sirena rompe l’eco dei rumori lontani. Dopo qualche istante, mentre la sirena sta ancora suonando, gruppi di persone arrivano di corsa, chi portando un bimbo in grembo, che trascinandolo. Altri, ancora, aiutano un vecchio con il bastone. Uomini, donne, stremati dalla guerra. Ricomincia a piovere mentre, dal cielo, comincia a sentirsi nitido il rombo degli aeroplani. La gente accelera la sua corsa e via via s’infila dentro il portone.
Una mano forte e sicura si posa sulla mia spalla. Mi giro, con una leggera angoscia. Il volto sorridente di Pippo Gigliorosso mi guarda. “Sei già arrivato? Entriamo…”. Non c’è più la scritta rifugio che troneggia di fianco al portone d’ingresso. Pippo apre la porta. Ci troviamo in un androne le cui diverse ramificazioni sono evidenti. Ci infiliamo sulla destra e saliamo qualche gradino. Salire per scendere. Scendere per salvarsi. Entriamo in un piccolo spazio di ingresso che sfocia in una scala. Che scende. Seguo Pippo. Scendiamo nel rifugio.

Perché una scuola di cinema? Per poter, finalmente, raccontare come sia ancora possibile sognare e, soprattutto, realizzare, con budget esigui, film e docu-film che rispettino quelli che oggi sono gli standard. Ma una scuola in cui la teoria, seppur fondamentale, è affiancata da un costante lavoro sul campo e da stage con attori, sceneggiatori e registi che integrano la squadra di professionisti che segue Gigliorosso in questa avventura. Un modello formativo che più assomiglia ad un “work in progress” che non ad un tradizionale percorso di studi.
Le iscrizioni a Piano Focale si chiuderanno sabato 28 ottobre 2017. E’ possibile effettuare la Pre-iscrizione on-line sul sito www.pianofocalescuola.it/iscrizione/. Le lezioni avranno la durata di sei mesi e si terranno tre volte la settimana nel pomeriggio di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 18:00 alle ore 22:00. Le iscrizioni si potranno effettuare nella sede di via Carlo Botta, 1 a Palermo nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Per saperne di più si può telefonare al 370-1392880 dalle ore 16.00 alle ore 19.00 nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì oppure inviare una e-mail a info@pianofocalescuola.it o ancora visitare il sito www.pianofocalescuola.it.
Le materia affrontate sono molteplici: Linguaggio cinematografico, Tecnica di ripresa, Regia, Sceneggiatura creativa, Il mondo delle idee, Direzione della fotografia, Audio in presa diretta, Montaggio, Audio post-produzione, Effetti speciali (elementi di base), Segretaria di edizione, Foto di scena e di backstage, Scenografia, Costumi, Trucco, Storia del cinema indipendente, Critica cinematografica, Il lavoro dell’attore – tecniche e stili di recitazione, Organizzazione generale della produzione indipendente, Legislazione cinematografica, Amministrazione produzione indipendente, Il Lavoro dell’Esercente – distribuzione classica e indipendente.

Gigliorosso con i docenti di Piano Focale
Saluto un po’ di persone, mentre entrano. Vedo scendere da quella scaletta sia i nuovi, o potenziali, allievi della scuola, sia i volti storici dell’underground video palermitano. È ancora troppo presto. Cerco con lo sguardo Valeria. Abbiamo il tempo di una birra. Usciamo. Ci avviamo verso un locale aperto. Dall’altra parte della strada c’è Maurizio Bologna, noto attore palermitano. Ha appena parcheggiato la sua moto e sta salutando un gruppo di suoi ammiratori che sono in auto ferma in mezzo alla strada. Ci salutiamo. Lui sarà uno dei due ospiti della serata. L’incontro, oltre a presentare la scuola, gli insegnanti e i contenuti, vuole trasmettere la pulsione del “fare cinema”, svincolandola dall’importanza del budget. Sì, perché proprio Pippo Gigliorosso ha dimostrato, con il suo “Ore 18 in punto”, che si può realizzare un film very-low-budget e assistere alla sua proiezione nelle sale cinematografiche.

Scritto e diretto da Pippo Gigliorosso, Ore diciotto in punto segna il suo esordio dietro la macchina da presa per un lungometraggio di finzione, dopo anni di fruttuose sceneggiature e altrettanti corti autoriali.
“Una storia quasi vera”, come recita il sottotitolo promozionale, poiché, a partire da un fatto di cronaca, quello di un senzatetto suicida, sfocia suggestivamente nell’onirico-surreale di questa burocratica e curiosa rappresentazione della vita dopo l’aldilà. Tanti gli attori palermitani presenti nella pellicola, da Paride Benassai, che recita il ruolo del suo personaggio omonimo, Salvo Piparo, che interpreta invece quello del protagonista Nucola e Roberta Murgia che interpreta invece Stella, la rappresentazione dell’incontro che sconvolge gli eventi. Oltre a loro Valentina Gebbia, Stefania Blandeburgo, Giuseppe Santostefano, Gigi Burruso, Giuditta Perriera, Lollo Franco, Ernesto Maria Ponte, Fabio Gagliardi, Maurizio Bologna, Valeria Scaglione e Nadia La Malfa, tutti sapientemente diretti.
Ma quello di Ore diciotto in punto, è uno di quei casi in cui la storia della sua produzione desta “quasi” più interesse di quella della pellicola stessa. Una produzione indipendente nel vero senso della parola, che si è arenata più volte, con riprese durate per questo circa sette mesi (a fronte di una post-produzione durata più di un anno), dall’acquisto della sceneggiatura da parte del fratello del Tornatore “famoso” a quello degli stessi e costosi strumenti per girare, lavorando praticamente a costo zero e con l’unico “miraggio” degli eventuali introiti a pellicola uscita nelle sale. Il film è realizzato senza contributi pubblici e senza un produttore in senso tradizionale, ma sono gli attori e i tecnici a ricoprirne il ruolo, che insieme hanno fondato per l’occasione la Eikòna Film, con la formula dei The Coproducers, per l’appunto. Una versione moderna della “Cooperativa artisti e tecnici” che andarono molto di moda alla fine degli anni settanta.

Pippo Gigliorosso con Maurizio Bologna e Sergio Vespertino
Ciak. Si guarda. Sullo schermo scorrono alcune immagini tratte da “In guerra per amore”, il film di Pif che ha visto, tra i coprotagonisti, la presenza di Maurizio Bologna e di, altro ospite della serata, Sergio Vespertino. Tra uno spezzone di film e l’altro, i due affiatatissimi e strepitosi attori parlano di cinema, del film e raccontano aneddoti della lavorazione da loro vissuti. Piano Focale. Il nome scelto per la sua scuola di cinema underground annega le sue radici nelle vecchie nozioni di fotografia. Un nome romantico, evocatore di grandi ricordi. Romantico come lo sguardo di Pippo Gigliorosso, operatore storico della sede regionale Rai. Davanti alla sua telecamera è passata la mattanza degli anni settanta e ottanta, oltre a tutte le piccole e grandi tragedie quotidiane che una città come Palermo ha saputo regalargli. Mentre esco lo immagino, a due passi da Letizia Battaglia, con la sua Betacam sulla spalla, in uno dei tanti luoghi che oggi sono simbolo di memoria e ricordo.
Dal fondo si sente il rumore di una sirena. L’incursione è finita. Schivo una buca piena d’acqua. Si torna a casa. Buio.

Roberto Greco

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