Di Maio e Cancelleri a Lampedusa tra incontri e comizi incassano consenso ed applausi – VIDEO

Il candidato alla Regione Sicilia ed il candidato premier hanno incontrato le categorie in strada prima del comizio in piazza a Lampedusa. Positivo il risultato pelagico del tour di fine campagna elettorale

La prima tappa di #SceglieteIlFuturo tour a Lampedusa è stata una prima volta anche per l’isola. Oltre al candidato alla Presidenza della Regione Sicilia che tiene un comizio sulla piccola isola, che conta appena quattromila elettori aventi diritto alle urne, sul piccolo palco-pulpito c’era anche il candidato designato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Giancarlo Cancelleri e Luigi Di Maio hanno raggiunto Lampedusa con l’idea che Lampedusa non è una appendice della Sicilia ma che la Sicilia inizia da Lampedusa. Sabato sera i due candidati del Movimento Cinque Stelle hanno dato un’occhiata all’isola in vista degli incontri della domenica mattina. La giornata del tour ha avuto inizio con un lungo incontro con la marineria di Lampedusa. Cancelleri e Di Maio hanno incontrato pescatori, trasportatori ed altre categorie sulla banchina del porto commerciale Cavallo Bianco. Un incontro in cui era presente anche uno degli assessori dell’amministrazione comunale di Totò Martello. Quello dei pescatori è infatti lo zoccolo duro del bacino elettorale di Martello ed il sindaco da anni ormai guida la principale associazione pescatori delle Pelagie.

L’incontro ha passato in rassegna vari temi e varie criticità isolane esposte ai due candidati in tour. Dal problema del caro gasolio ai disagi di una marineria distante dai principali porti che deve farsi carico di spese straordinarie alla questione del centro per migranti pieno di harragas tunisini. Proprio mentre i lampedusani spiegavano che in vista del 3 ottobre sono stati trasferiti tutti i migranti dal centro ed adesso la struttura è invece satura da giorni, un barchino con otto migranti tunisini raggiungeva l’isola autonomamente. Alle loro spalle intanto il pullman dell’Hotspot accompagnava altri cinquanta migranti alla nave di linea diretta a Porto Empedocle per il trasferimento. Al termine dell’incontro, durato un paio di ore, i due candidati ed il loro seguito, tra cui l’assessore designato da Cancelleri, l’ex sindaco di Licata Angelo Cambiano, si sono spostati in Piazza Libertà per il comizio. In centro un continuo stringere le mani ai due big del M5S senza filtri o apparati di sicurezza. Di Maio si è anche concesso un caffè nel bar della piazza prima del comizio, offrendolo ai presenti. Sul palchetto però il tono è stato diverso. Cancelleri ha subito attaccato le liste avversarie e segnato sul pallottoliere il punto con l’arresto di sabato del sindaco di Priolo, Antonello Rizza, in lista con Nello Musumeci e finito ai domiciliari accuse di accuse di truffa, tentata truffa e turbativa d’asta. Tra “impresentabili”, con tanto di lista presentata da Giancarlo Cancelleri alla presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Rosy Bindi, e il programma elettorale stilato dal Movimento Cinque Stelle siciliano ed assente – come sottolineato dallo stesso Cancelleri – nelle altre liste, i pentastellati hanno intrattenuto una piazza piena come per i comizi elettorali che hanno eletto lo scorso 11 giugno il sindaco per oltre un ora tra applausi ed ovazioni.

Le liste pulite sono al centro del dibattito regionale ed il dito è ovviamente puntato sul principale competitor del Movimento Cinque Stelle siciliano: Nello Musumeci. Sugli impresentabili e sull’arresto di sabato mattina si concede un ampio intervento anche il candidato premier Luigi Di Maio. L’arringa sulle liste pulite arriva però dopo la lettura di alcuni dati sullo stato in cui versa la Sicilia ed il suo Governo. Di Maio ricorda il numero di siciliani che emigrano ogni anno, lo stato delle infrastrutture e passa in rassegna tutte le principali criticità di una regione estremamente ricca ma che versa in condizioni disarmanti. Non mancano quindi le critiche ed i propositi sul comparto turistico e sulla sanità. Il tutto immancabilmente condito dalla “credibilità” che i pentastellati vantano con il loro spontaneo taglio degli stipendi e dalle iniziative proposte e realizzate con il denaro quindi risparmiato. Vitalizi, corruzione, gestione sconsiderata della cosa pubblica, legge elettorale, occupazione e molto altro è stato trattato dai candidati che a Lampedusa sono stati ben caricati da una platea che li incoraggiava ed applaudiva. Con maggior cautela però sono stati affrontati dai comizianti temi come la lotta all’abusivismo edilizio, malgrado la presenza dell’ex sindaco di Licata, tenendo l’argomento sotto la linea concettuale del rispetto della legge.

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