In Catalogna il 90% è per l’indipendenza ma tre milioni non hanno votato

Violenza oltre ogni limite e bilancio dei feriti sopra gli 800. La sindaca di Barcellona offre assistenza legale ai feriti dalla Polizia. Chiusi 400 seggi dalla Guardia Civil e scoraggiati milioni di catalani

Ada Colau al voto per l’indipendenza della Catalogna
Il bilancio dei feriti in Catalogna è salito ad oltre 800 al termine di una giornata in cui la volontà catalana si è scontrata con la repressione del Governo madrileno. Un piccolo assaggio di guerra civile in cui le Forze della Guardia Civili hanno sparato con pallottole di gomma, hanno lanciato lacrimogeni, menato il manganello e preso persone scaraventandole giù per le scale. Il tutto con l’unico scopo di impedire il voto per il referendum sull’indipendenza della Catalogna vietato dal Governo della Spagna e non riconosciuto valido dal Consiglio di Stato. L’alcaldessa di Barcellona, capitale dell’eventuale Stato indipendente di Catalogna, Ada Colau ha annunciato già ieri sera che l’Ajuntament di Barcellona offrirà assistenza legale agli elettori catalani feriti dalla Polizia. Un primo passo del “giorno dopo” da cui si evince già la spaccatura tra le due capitali e l’intenzione di perseguire gli agenti di Polizia che non hanno rispettato la volontà di esprimersi dei catalani. Sulle disposizioni che gli agenti della Guardia Civil, Ada Colau aveva già definito codardo il “mandante” Mariano Rajoy.

Il tentativo di impedire il voto non ha avuto successo malgrado l’uso spropositato della forza. La Polizia spagnola ha chiuso 400 seggi prima della consultazione referendaria impedendo di esprimere la propria preferenza ad 770 mila elettori. Nessun disordine si è invece registrato nei seggi di Barcellona in cui hanno votato i membri del Governo di Catalogna e della Ajuntament di Barcellona. Il boicottaggio del referendum proibito ha colpito seggi di municipalità marginali ma nei quali era probabilmente più alta e decisa la volontà di votare a favore dell’indipendenza. Malgrado il violento tentativo delle Forze spagnole, al voto hanno partecipato 2,2 milioni di catalani sui 5,3 che erano stati chiamati alle urne ed il 90% di essi, come annunciato portavoce del governo catalano Jordi Turull da Plaza Catalunya. Nove catalani su dieci a favore dell’indipendenza ma due catalani su cinque soltanto ha votato, quindi una minoranza. Al voto mancano quindi i 770mila dei 400 seggi bloccati e difficilmente potremo stabilire se la guerriglia urbana trasmessa in diretta Tv nazionale ha impedito ai restanti elettori di raggiungere i propri seggi o li ha scoraggiati a tal punto da convincerli a restare in casa.

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