Catalogna: proiettili di gomma, manganelli e cariche. Il popolo si scontra con lo Stato

Carles Puigdemont: "La vergogna li accompagnerà per sempre". Ada Colau: "Governo codardo". Cariche della folla e manganellate. Tre feriti gravi. Polizia ha sparato con proiettili di gomma.

Ada Colau al voto per l’indipendenza della Catalogna
La alcaldessa di Barcellona ha definito “codardo” il capo del Governo Mariano Rajoy. Secondo Ada Colau, Barcellona è una città di pace e le migliaia di agenti inviati nella capitale catalana per impedire il voto è un atto di codardia. Gli agenti avevano ordine di impedire il voto in ogni modo e con ogni mezzo, e così hanno fatto: proiettili di gomma sulla folla, cariche di Polizia, manganellate indistinte anche sugli anziani. Barcellona si è tinta di rosso, ma non per l’ideologia politica locale. Il sangue ha iniziato a scorrere già dalle nove di questa mattina. La prima conta dei danni parla di 38 feriti di cui tre in gravi condizioni. Nei seggi hanno fatto irruzione gli agenti facendosi largo a colpi di manganello fino alle stanze contenenti le urne che sono state sequestrate e portate via. I catalani hanno provato ad opporre resistenza e il numero degli elettori era in proporzione come quello di un esercito contro un piccolo plotone. Gli agenti della Guardia Civil sono stati sopraffatti da una onda umana che spingeva in modo irrefrenabile la squadra in tenuta antisommossa che li avrebbe dovuti contenere. L’unico modo per spezzare l’onda era picchiare, e gli agenti hanno picchiato chiunque gli capitasse a tiro. Il risultato non sarà certo di una vittoria dello Stato di Spagna: la Catalogna non potrà mai più riconoscere la Spagna come la propria nazione.
Il video diffuso dal quotidiano nazionale La Vanguardia:

Le consultazioni, in qualche modo, si sono già concluse. Per il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, il risultato è infatti già scritto: “La brutalità del Governo ha raggiunto livelli di vergogna tali che questa immagine lo accompagnerà per sempre”. Il commento di Puigdemont è una sentenza sulla rottura ormai insanabile tra la Catalogna e la Spagna. Il risultato ottenuto dalla negazione del referendum non ha ottenuto di impedire la secessione ma di impedirla con i dovuti futuri rapporti pacifici e cordiali. Oggi lo Stato – che pretende di esserlo anche per i catalani – ha dichiarato guerra alla Catalogna ed al suo popolo. Un film già visto nei secoli passati ed in cui un potere non democratico reprime il popolo che lo dovrebbe eleggere e contro il quale lo stesso popolo tramerà fino alla totale indipendenza. Ma se non bastasse il pessimo risultato interno raggiunto da Mariano Rajoy – che passerà per questo alla storia insieme a Carles Puigdemont – c’è anche quello europeo che i catalani riscopriranno quando avranno finito di contare i feriti. Da presidente Puigdemont alla alcaldessa Colau, dalla Catalogna erano stati resi partecipi gli Stati membri dell’Unione europea a cui i catalani avevano chiesto aiuto. Intervento da cui l’Ue si è ben guardata, assistendo inerme alla finestra a simile guerra civile. Il risultato quindi condurrà comunque ad una secessione, legale o meno, e successivamente – ed inevitabilmente – all’abbandono da parte della Catalogna dell’Unione europea. Se l’intento Ue, per tramite di Rajoy, era di mantenere l’Unione unita, il risultato è esattamente quello opposto. Risultato che potrebbe essere solo il primo di una lunga serie.

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