I due carabinieri di Firenze e quel lavoro tutto da rifare

Editoriale di Mauro Seminara

“Ha stuprato, picchiato e rapinato una turista finlandese nel centro di Roma. Per questo un bengalese di 22 anni è stato arrestato sabato scorso dagli agenti della Polizia di Stato. La violenza nella notte tra venerdì e sabato quando la giovane, dopo una serata con le amiche, è stata avvicinata dal bengalese che si è offerto di accompagnarla a casa.” Questa notizia è apparsa in primo piano sulla home page del sito internet Ansa, maggiore agenzia di stampa nazionale, oggi pomeriggio. Possiamo quindi dedurre che da oggi in poi tutti i 2.400 stupri – media annuale in Italia – finiranno in prima pagina per una ritrovata sensibilità nazionale circa gli abusi che ogni giorno le donne, siano esse italiane o straniere, subiscono nel nostro Paese. Certo che, a fare due conti, da adesso dovremmo trovare sulle pagine nazionali la media di 6,5 notizie di violenze sessuali al giorno. Di queste, almeno una in prima pagina. Oppure possiamo ipotizzare, con una punta di cinico realismo, che l’abuso di cui sopra sia niente altro che un “chiodo schiaccia chiodo”. Ipotesi suffragata dalla generale omissione sui giornali di casa del dato statistico annuale. Circa 2.400 casi di violenza sessuale all’anno in Italia non è stato granché sottolineato, né a margine delle notizie sullo stupro di Rimini nè tantomeno nei giorni di Firenze. Adesso però ritorna lo stupro. Quello ideale! Una ragazza finlandese è stata picchiata, rapinata e stuprata da un ragazzo bengalese. Cronaca perfetta. Poche righe ma perfetta. La notizia è dello scorso sabato, quando è stato consumato il miserabile crimine, ma oggi viene proposta alla stampa italiana quasi fosse uno spunto che si invita a seguire. Vedremo se la prima pagina del sito è solo un caso dettato dall’enfasi con cui in questi giorni i lettori commentano le notizie su tali crimini o se già domani la notizia della povera ragazza finlandese verrà ripresa – se non addirittura gonfiata – dai soliti quotidiani. Quelli che aspettavano proprio l’analogia tra gli episodi di Firenze e Roma per discutere su quanto il caso dei carabinieri sia isolatissimo e quanto le giovane straniere in Italia siano di facili costumi e pronte a farsi accompagnare a casa da chicchessia. Che si tratti da due rappresentanti della benemerita o da un bengalese di 22 anni. I due militari che hanno approfittato, o abusato, delle giovani studentesse americane hanno commesso molto più di quello che oggi, sospesi e con un rinvio a giudizio che pende sul capo, possono ancora comprendere. I due carabinieri hanno distrutto mesi di campagna anti-immigrato. Ce li avevano li, con la testa sul ceppo e l’opinione pubblica felicemente inferocita; pronta ad applaudire alla più atroce sentenza ante-processo. E cosa fanno i due rappresentanti della legge? Vanno a distruggere tutto con l’abuso delle studentesse brille! Nel panorama politico ed in quello giornalistico è subentrata una crisi profonda. I carabinieri non possono portare la malaria. Non si possono neanche aiutare a casa loro. E ora che si fa? Nel correre ai ripari, spesso, si commettono più gaffe che nel far finta di nulla. Che poi non si può far finta di nulla. Se lo stupro di Rimini fosse accaduto due mesi fa, forse si potrebbe far finta di nulla. Si potrebbe glissare con leggerezza. Ma così, con l’arresto trionfale di Guerlin Butungu – il quarto animale del branco di Rimini – appena una settimana prima sul treno diretto a Milano è difficile. Salvini la butta sulla moderazione alludendo alla possibilità che le due studentesse glia abbiano sbattuta in faccia ed i poveri carabinieri inebriati non abbiano opposto resistenza. Il sindaco di Firenze invece di arrabbiarsi perché carabinieri della sua città violentano le giovani studentesse straniere invece di garantire sicurezza nel capoluogo toscano si arrabbia per l’idea di “città dello sballo” che queste ragazzaccie straniere possono essersi fatte della sua città. Qualcuno aveva tirato fuori una “assicurazione contro lo stupro” che motiverebbe la volontarietà premeditata di farsi stuprare così da incassare il premio, proprio da due carabinieri così da condire di genialità ulteriore il losco piano. Quella fatidica testa era sul ceppo, il boia stava per calare la sua scure, era fatta! In Italia tutti si stavano convincendo che tutto sommato, nel dubbio, i migranti e senza eccezione alcuna dovevano essere espulsi e non era un nostro problema cosa accade in Libia e come vengono trattati. Perché, implicitamente, tutto sommato se lo meritano. Come Guerlin Butungu, che tutti hanno tenuto a ricordare dove e quando era sbarcato. Associare Lampedusa allo stupratore rendeva bene l’idea del simbolo del buonismo nazionale con l’emblema della cattiveria accolta. Adesso bisognerà ricominciare tutto dal principio, mannaggia ai carabinieri che non si possono aiutare a casa loro o castrare chimicamente prima di rispedirli a casa! Allora, c’è una ragazza finlandese ed un giovane extracomunitario bengalese che è venuto a rubarci il lavoro la picchia e la violenta in pieno centro mentre…
…to be continued

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