Securitas, secure, stultus

Editoriale di Mauro Seminara

Ogni attivista politico sa bene che non si perde mai, neanche se i sondaggi sono più che disastrosi. Fa parte dell’ABC del marketing: per vincere bisogna avere una immagine vincente. Vale anche in politica. Forse vale anche di più in politica, perché difficilmente un elettore darà il proprio ad un cavallo perdente annunciato. Quindi, come va? Alla grande, vinciamo noi! Ma se al posto di “vinciamo noi” c’è un timore per la tenuta democratica del Paese, chi sta vincendo? Secondo il ministro dell’interno, visti i timori pubblicamente manifestati, non sta vincendo la democrazia e quindi non sta vincendo lo Stato. Quindi rischiano di vincere “gli altri”?. Probabile. In fondo ormai sembra una corsa a chi marcia su Roma prima degli altri. L’11 settembre ci sarà l’adunata del Movimento Liberazione Italia a Montecitorio per mandare via il “Governo abusivo”. Il 28 ottobre a Roma sarà il turno di Forza Nuova “contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo Ius Soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d’assalto la nostra Patria“. Chissà perché poi tutte queste irrevocabili prese di posizione contro Governo e Parlamento arrivano sempre in prossimità delle elezioni. Poi, per qualche anno, tutti tacciono per poi armarsi e partire magicamente in quel della campagna elettorale. Ma se i dubbi in merito risultano quantomeno legittima, resta che questa volta il rischio di soffiare un po’ troppo sulle loro vele c’è ed è più che concreto. Concretezza che arriva addirittura dal Governo che, nella persona del suo ministro per gli Affari Interni, teme addirittura per la fatidica tenuta democratica del Paese. Congratulazioni al ministro. Grazie a lui, probabilmente, all’appello per marciare su Roma risponderanno molti più del previsto e con maggiore entusiasmo. Le contromisure, fin qui, appaiono deboluccie: viaggi della speranza bloccati. Abbiamo vinto? No. Decisamente no. Difficile vincere quando si è fatto il possibile, per anni, al fine di perdere irrimediabilmente. I flussi in entrata dei migranti non sono stati governati, per stessa ammissione di chi di competenza. Ai migranti è stato concesso di costituire ghetti la dove non aveva già provveduto lo Stato con luoghi come il Cara di Mineo. Per anni sono stati abbrutiti, incattiviti, abbandonati e trattati da “invasori” che ci rubano il lavoro. Poi, d’un tratto, è venuto meno il dovere morale di soccorrerli ed accoglierli da parte del Governo che ha detto “basta!” e ha optato per un “aiutarli a casa loro” confondendo i lager libici con la loro casa. Così, mentre il Governo mostrava i muscoli con le Ong, i barconi di migranti e gli abusivi di palazzo Curtatone, “gli altri” si sfregavano le mani vedendo confermare dallo Stato tutti i motivi per cui negli ultimi anni facevano proseliti. In pratica, lo Stato ha certificato la genuinità della loro battaglia e ha cosi contribuito a far crescere l’esercito dell’estrema destra che marcerà su Roma l’11 settembre i primi – per scaldare i motori – ed in occasione dell’anniversario della marcia su Roma del 1922 i secondi. Una questione di Affari Interni che il ministro sicuramente penserà di risolvere convogliando a Roma per quelle date tutti i battaglioni dei Carabinieri, i reparti mobili della Polizia ed i baschi verdi della Guardia di Finanza. Magari, fatte le prove generali fra tre giorni, in occasione del 28 ottobre si potrebbero impiegare anche l’Aviazione e l’Esercito. Ma il problema erano davvero i migranti e solo i migranti? Se così fosse sarebbe facile risolverlo “ripulendo” le zone in cui l’insediamento di migranti non integrati e dediti al malaffare. Ma se queste aree non fossero solo zone franche degli “invasori” bensì lidi avuti in concessione dalla criminalità organizzata nazionale? Ci si troverebbe a dover affrontare quel nemico che, tutto sommato, si fa di tutto per evitare od addirittura omettere come se il problema non esistesse e l’unica piaga dell’Italia fossero i migranti. Giusto per fare una breve rassegna di illuminanti titoli alternativi: Il 9 agosto sul Gargano un commando mafioso uccide quattro persone tra le quali due probabili involontari testimoni; il 26 agosto in pieno giorno al mercato storico del Capo di Palermo due killer della mafia uccidono un commerciante per una faida legata alla gestione dei traffici malavitosi; il 6 settembre due killer sparano tra la folla uccidendo due persone in una zona di mercato di Napoli; la Consob ha da poco multato fra gli altri anche il padre della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi per l’affare Banca Etruria ma questi si dichiara incapiente; a luglio la Guardia di Finanza ha scoperto una truffa con video-slot taroccate da 28 milioni di euro all’anno ed i responsabili rischiano cinque anni di pena per frode informatica e falso in dichiarazione di atto pubblico; a Roma sono state inflitte pene fino a venti anni di carcere per il giro di appalti definito Mafia Capitale in cui secondo uno dei condannati i migranti rendevano più della droga; Il centro per migranti di Isola Capo Rizzuto nel crotonese era gestito per conto di una potente ‘Ndrina locale da un prete e dalla Confraternita della Misericordia; il mega Cara di mineo è oggetto di vari rinvii a giudizio tra i quali un sottosegretario ministeriale per diversi affari illeciti tra i quali turbativa d’asta e corruzione; ogni anno in Italia si consumano mediamente 2.400 abusi sessuali e 1.500 di questa ad opera di italiani. Siete sempre sicuri che tutti i nostri problemi siano dovuti ai migranti? E siete sempre sicuri che le marce su Roma servano a liberare la nazione dagli abusivi invece di rinsaldare la loro posizione al timone di un Paese a rischio nazi-fascio-populista? In fondo, se si uniscono tensione ed un pizzico di malsana strategia, cosa può nascere se non una nuova strategia della tensione a distanza di 25 anni esatti dall’ultima? I flussi migratori, la microcriminalità ad opera di italiani e stranieri, la criminalità organizzata, le truffe e le evasioni fiscali, la corruzione, il cambio voti sotto elezioni, i rapporti tra parti dello Stato ed il malaffare, sono tutte forme di tumore del Paese che si combattono fornendo le Forze dell’ordine dei giusti strumenti e delle dovute unità insieme ad una equa dignità economico-professionale e le Procure di altrettanta dotazione. Se così fosse, ci sarebbe poco da dover marciare e resterebbe poco populismo di Stato e di governo da fare su tenute democratiche e rischi di invasioni. Viceversa, ammettendo tutte le lacune, attribuendo tutti i guai italiani ad una sola causa “epurabile” e temendo per la tenuta democratica, finirà che l’olio di ricino non saranno i migranti a doverlo bere.

Nel titolo tre parole in latino: Sicurezza, Sicuro, Idiota

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