La Guardia Costiera libica ha preso le parti della nave di Defende Europe – VIDEO

La Golfo azzurro e la C-Star avevano nuovamente ingaggiato una scaramuccia navale quando la prima è stata fermata dai libici e costretta ad entrare in acque territoriali sotto la mira delle armi

La nave della “Generazione identitaria” tallonava la Aquarius di SOS Mediterranee per disturbarne l’attività. Tra le due navi intercorrevano messaggi via radio. Il messaggio manifesto di Defende Europe veniva lanciato dal ponte di comando della C-Star che marcava stretto la Aquarius, mentre dalla radio di quest’ultima veniva risposto una sorta di semplice “terremo presente, grazie”. La scenetta è andata avanti per un po’, poi è arrivata la Golfo Azzurro della Ong Proactiva Open Arms ad invertire i ruoli. La Ong catalana aveva già in passato ingaggiato duelli marinareschi con la nave anti-Ong C-Star. Anche questa volta l’equipaggio della Golfo Azzurro non si è tirato indietro liberando la Aquarius dallo stalking della C-Star ed iniziando a girare intorno alla nave “Identitaria” invertendo di fatto i ruoli. Tra le due navi ci sono state piccole scaramucce ed entrambe hanno messo in mare i motoscafi aumentando ulteriormente la tensione. Generazione Identitaria ha perfino pubblicato un video con il messaggio – pare un adesivo Defende Europe – che il proprio equipaggio ha incollato sul tubolare di un gommone della Golfo Azzurro.

La motovedetta libica che ha fermato la Golfo Azzurro
Ma il pericoloso messaggio non ha fermato la Ong catalana. A farlo è stata la Guarda Costiera libica con una sorta di sequestro temporaneo che ha – forse non casualmente – svincolato la nave C-Star. La Golfo Azzurro è stata bloccata per circa due ore dai libici con le armi puntate addosso. Ne ha dato notizia la stessa Ong spagnola Proactiva Open Arms dopo l’evento, lo scorso 15 agosto. L’operazione della Guardia Costiera libica si è attivata in acque internazionali dopo lo “scambio di cortesie” tra la Golfo Azzurro e la C-Star e la nave della Ong catalana è stata costretta a seguire la motovedetta che un tempo fu italiana fin dentro le acque territoriali libiche con uno stop per l’equipaggio di Proactiva Open Arms durato un ora e quaranta minuti.

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